Il video con gli interventi di Alberto Vacchi e di Luca Cordero di Montezemolo 'Avere una massa critica piu' ampia consentira' di avere un interlocutore che ha le spalle forti, anche dal punto di vista patrimoniale, per gestire progetti importati', spiega Vacchi, assicurando che Confindustria Emilia 'sara' un interlocutore forte non solo con la Regione e non solo, viste le dimensioni'. Alle istituzioni gli industriali chiedono di 'mantenere questo percorso di fortissima attrattivita' che il nostro contesto territoriale e' riuscito ad offrire negli ultimi anni: e' ovvio che questo vedremo di allargarlo ad una sfera piu' ampia che non sia solo quella regionale', precisa il presidente di Confindustria Emilia che tiene aperta la porta ad altre associazioni territoriali (il pensiero corre a Reggio Emilia) che volessero aderire a questo percorso. 'Noi- assicura- siamo per definizione aperti. Se dovessero venire nel prossimo futuro volonta' di aggregarsi non ci saranno preclusioni'. Vacchi traghettera' la neonata associazione attraverso il percorso di fusione fino alla fine del 2018. 'E' un onore', dice. Le imprese di Bologna, Modena e Ferrara realizzano oltre 27 miliardi di expo, il 48% delle esportazioni regionali, il 6,4% di quelle nazionali. Il 90% delle 3.200 imprese associate ha meno di 250 dipendenti, l'80% appartiene al settore della manifattura. Alla nascita di Confindustria Emilia (la firma e' avvenuta nella sede di Bologna) erano presenti molti big dell'industria regionale e bolognese in particolare: nelle prime file Gaetano Maccaferri, Sonia Bonfiglioli, Nicola Pizzoli, solo per fare alcuni nomi. Simbolo della fusione uno scatto del 2014 del fotografo Nino Migliori che raffigura l'intrecciarsi di tre antiche strade in pietra nella via Emilia. A tenere a battesimo la nuova associazione Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente nazionale di Confindustria ed ex leader dell'associazione a Modena.
E' nata Confindustria Emilia
Unisce Modena a Bologna e Ferrara, Vacchi Presidente fino al 2018
Il video con gli interventi di Alberto Vacchi e di Luca Cordero di Montezemolo 'Avere una massa critica piu' ampia consentira' di avere un interlocutore che ha le spalle forti, anche dal punto di vista patrimoniale, per gestire progetti importati', spiega Vacchi, assicurando che Confindustria Emilia 'sara' un interlocutore forte non solo con la Regione e non solo, viste le dimensioni'. Alle istituzioni gli industriali chiedono di 'mantenere questo percorso di fortissima attrattivita' che il nostro contesto territoriale e' riuscito ad offrire negli ultimi anni: e' ovvio che questo vedremo di allargarlo ad una sfera piu' ampia che non sia solo quella regionale', precisa il presidente di Confindustria Emilia che tiene aperta la porta ad altre associazioni territoriali (il pensiero corre a Reggio Emilia) che volessero aderire a questo percorso. 'Noi- assicura- siamo per definizione aperti. Se dovessero venire nel prossimo futuro volonta' di aggregarsi non ci saranno preclusioni'. Vacchi traghettera' la neonata associazione attraverso il percorso di fusione fino alla fine del 2018. 'E' un onore', dice. Le imprese di Bologna, Modena e Ferrara realizzano oltre 27 miliardi di expo, il 48% delle esportazioni regionali, il 6,4% di quelle nazionali. Il 90% delle 3.200 imprese associate ha meno di 250 dipendenti, l'80% appartiene al settore della manifattura. Alla nascita di Confindustria Emilia (la firma e' avvenuta nella sede di Bologna) erano presenti molti big dell'industria regionale e bolognese in particolare: nelle prime file Gaetano Maccaferri, Sonia Bonfiglioli, Nicola Pizzoli, solo per fare alcuni nomi. Simbolo della fusione uno scatto del 2014 del fotografo Nino Migliori che raffigura l'intrecciarsi di tre antiche strade in pietra nella via Emilia. A tenere a battesimo la nuova associazione Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente nazionale di Confindustria ed ex leader dell'associazione a Modena.
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