'Da diverse settimane erano in corso trattative, favorite dalla Prefettura di Bologna (competente per giurisdizione), per regolarizzare livelli di inquadramento, anzianità, pagamento della malattia, degli straordinari, dei permessi, delle ferie e delle festività' - spiegano i rappresentanti del sindacato. 'Ieri, mentre era in corso lo sciopero indetto dal S.I. Cobas, è giunta la notizia della disdetta del contratto di appalto. Operai e facchini impiegati da 15 o 20 anni presso ILIP sono stati espulsi dalla fabbrica con questo trucco che, formalmente, solleverebbe ILIP da ogni responsabilità. Ma per noi è la sostanza che conta, non i formalismi: ecco perché parliamo di licenziamenti politici. C.F.P. infatti è in grado di ricollocare solo un esiguo numero di persone, né può aprire una cassa integrazione, quindi nell'arco di un paio di settimane comincerebbero i licenziamenti formali. Si tratta in sostanza di una situazione simile alla vertenza Fedex di Piacenza, dove la committenza pur di liberarsi dei lavoratori iscritti al sindacato decise addirittura la chiusura dell'hub.
Se nei prossimi giorni non si troverà una soluzione, a settembre decine di famiglie si troveranno senza un reddito e, nel giro di qualche settimana, non potranno più pagare un affitto' - spiegano i rappresentanti Si Cobas.
'ILIP sta creando nel territorio tra Spilamberto e Bazzano una crisi sociale che le istituzioni non possono ignorare. E alla base di questa macelleria sociale non ci sono crisi o fallimenti: ILIP ha raddoppiato lo stabilimento proprio quest'anno. L'unica motivazione reale è che Confindustria è decisa a far fuori i sindacati scomodi per continuare le proprie politiche di rapina. Il S.I. Cobas risponde con lo sciopero, che prosegue con blocchi sui 4 cancelli giorno e notte'.


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