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Italpizza, pace fatta, ma sulla flessibilità la sfida inizia ora

Italpizza, pace fatta, ma sulla flessibilità la sfida inizia ora

Con il segretario Uil trasporti Raffaele Perfetto il primo dei tre incontri con i referenti sindacali protagonisti dell'accordo di luglio sulle prospettive per i lavoratori del grande sito produttivo


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In pochi mesi, a seguito dell'intensificarsi degli scontri, sfociati con le proteste davanti all'azienda, il fronte sindacale interno ad Italpizza si è ricomposto in un blocco comune, unendo i sindacati confederali CGIL, Cisl e Uil e con l'esclusione dichiarata dei Si Cobas, aveva come scopo quello di ristabilire, su tutto e al di là delle singole rivendicazioni sui contratti, un obiettivo comune, quello della pace sociale e sindacale. Legato allo stop della lunga stagione di mobilitazioni e scontri che avevano caratterizzato i mesi precedenti, creando quel clima di scontro e di divisione, che dai cancelli della fabbrica si era spostata anche sul piano politico, e all'interno delle istituzioni. 

Fino a qualche mese fa, prima che la CGIL (sostenitrice dell’applicazione del contratto nazionale alimentaristi), si sedesse al tavolo unitario con proprietà e cooperative dei lavoratori in appalto, proprio a condizione di ripartire da almeno una apertura dell'azienda rispetto alla discussione del contratto nazionale,  la Uil aveva condotto, all'interno dell'orizzonte contrattuale tracciato dal 'multiservizi', accordi separati orientati dichiaratamente a venire incontro non solo alle esigenze di flessibilità richieste ma anche all'adeguamento dei salari rispetto a diverse mansioni svolte.

L’apertura rispetto all’ipotesi di internalizzare anche se gradualmente buona parte dei 900 lavoratori oggi in
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appalto attraverso le due cooperative Cofamo ed Evologica per altri 600, ed il passaggio dal contratto multiservizi al nazionale alimentaristi (argomenti che fino ad un anno fa sembravano lontano anni luce), e la necessità di superare la fase di tensione creata dalla mobilitazione Si Cobas, trasferita anche sul piano politico e capace di mettere in dubbio anche i futuri investimenti aziendali, hanno creato le condizioni il rientro della CGIL al tavolo e per la ricomposizione del fronte sindacale, che negli  incontri del 9 e del 16 luglio è riuscito a trovare una quadra con dirigenza e cooperative, riassunta nel riconoscimento in busta, 'una tantum' da 580 euro e all'avvio, dal gennaio 2020 di una serie di integrazioni salariali preliminari all'internalizzazione dei lavoratori ora somministrati attraverso le cooperative Evologica e Cofamo, e all'applicazione del contratto nazionale alimentaristi. 

Un punto di arrivo importante su punti impensabili fino anche solo un anno fa e sul quale, al netto della soddisfazione per un accordo unitario trovato, e sulla pace sindacale raggiunto, ma che apre ad una nuova stagione calda. Riguardante l'applicazione di tali accordi. 

Il sito Italpizza richiede una flessibilità forte e costante, capace di mettere a dura prova l'organizzazione del lavoro e alla quale, pur all’interno dei nuovi accordi, va data puntuale risposta.
Quella che la Uil ritiene di essersi sforzata in questi anni di avere ricercato ed offerto. Ed è proprio dalla UIL, sindacato maggiormente rappresentativo tra i 900 lavoratori delle cooperative in appalto e dal suo segretario provinciale settore Raffaele Perfetto che iniziamo il giro di incontri con i rappresentanti sindacali protagonisti nella vertenza e nell'accordo, sul valore dell'accordo stesso e sulle prospettive


Nel video l'intervista a Raffaele Perfetto, Segretario generale Uil trasporti


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