Il testo approvato in plenaria dall’eurocamera introduce, per la prima volta, la previsione di parametri settoriali specifici che dovranno essere fissati per i settori delle piastrelle di ceramica e per quello dei materiali refrattari. Un’ampia maggioranza, trasversale alle diverse famiglie politiche europee, ha riconosciuto che il benchmark generale sui combustibili non riflette adeguatamente le prestazioni e le reali possibilità tecnologiche di questi settori.
Per Confindustria Ceramica è un passo decisivo di un percorso lungo e condiviso. Alla consultazione lanciata dalla Commissione sulla revisione dei benchmark hanno partecipato, accanto alle imprese, anche i territori, con il coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna e dei Sindaci dei Comuni del distretto, a conferma che la questione riguarda l’intero sistema economico e sociale dei luoghi in cui si produce ceramica.
A Bruxelles il Governo ha portato le ragioni del settore e ha marcato, con la propria astensione al compromesso proposto in Consiglio dalla presidenza irlandese, la necessità di introdurre un correttivo limitato e specifico per il settore. Una posizione che ha trovato ora un riscontro anche nel Parlamento europeo.
'Questo voto riconosce le buone ragioni della ceramica – dichiara il presidente di Confindustria Ceramica, Augusto Ciarrocchi –. Avevamo chiesto all’Europa un segnale di attenzione ed è arrivato. Il Parlamento ha compreso che un parametro unico per tutti non è equo e penalizza ingiustamente un settore hard-to-abate, che ha investito oltre 4,5 miliardi in un decennio per ridurre le proprie emissioni e che non è inevitabilmente destinato al declino, ma che dipende dalle scelte politiche che si fanno. Ringraziamo tutti i parlamentari che hanno sostenuto questa impostazione, in modo trasversale ai gruppi politici, e ringraziamo il Governo e i territori per aver fatto squadra'.
Confindustria Ceramica ricorda che il dossier non è chiuso. Si apre adesso la fase del trilogo, il negoziato interistituzionale nel quale Consiglio, Parlamento e Commissione devono concordare il testo finale.
'Ora dobbiamo essere tutti compatti per il trilogo – conclude Ciarrocchi –.
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