Ciò che è emerso, semmai, dall'evento, più che un progetto di rigenerazione, è una idea di rigenerazione, ciò che il presidente del fondo Modena Life Michelangelo Marinelli ha definito un 'modello', un 'paradigma', pensato per una dimensione provinciale, capace di garantire la rigenerazione di aree ed edifici anche complessi, anche sotto il profilo dell'investimento finanziario, come il comparto di viale Corassori ex Banco SGSP, ma non solo. Un modello cucito per realtà provinciali che certamente non sono appetibili come i grandi centri di Roma e Milano, quantomeno agli occhi dei grandi fondi di investimento. Un modello locale ma replicabile, di fondo, capace anche di sfidare altre variabili che spesso frenano anziché incentivare gli investimenti immobiliari e l'incontro tra offerta e domanda di spazi ed edifici per i servizi, per l'abitare e per il tempo libero: dagli alti standard energetici e del costruire e del ristrutturare, al vincolo di non utilizzare suolo 'vergine' che fino a qualche tempo fa costituiva la variabile per rispondere alla domanda di nuovi alloggi e che oggi spinge per contro alla rigenerazione di qualità dell'esistente.
Un modello, quello presentato dal presidente Marinelli, che è stato definito un vestito su misura, cucito su una realtà come Modena e che per funzionare pone come base 5 elementi, cinque cosiddetti indicatori di ritorno: uno finanziario del 6,5%, meno della metà del 15 garantito da grandi investitori del settore
Negli elementi qualificanti del modello Modena Life una 'sostenibilità sociale, ambientale e finanziaria', ha spiegato Marinelli nella sua presentazione. Come dire, un investimento di questo tipo toglie rendimento ma compensa rispetto ad altri parametri di valore, compreso quello dato dal fattore locale. Per Marinelli ognuno, anche il piccolo investitore modenese (perché è anche il piccolo locale che questo progetto cerca) avrebbe la possibilità di potere vedere crescere, come fa un 'umarel' davanti ad un cantiere, il suo cantiere, il suo investimento.
Basterà per convincere potenziali investitori a mettere mano al portafoglio, superando il fatto che di fatto un progetto, anche solo funzionale, non c'è ancora? E che un progetto, anche solo preliminare, anche solo di riqualificazione del complesso immobiliare non ci sia ufficialmente, è confermato dal fatto che anche in Comune non ci sarebbe traccia.
Il plauso del vescovo è pieno, rispetto ad un progetto che, stando alle sue parole, pare già avviato al punto da avere già coinvolto soggetti istituzionali, privati, imprenditoriali e sociali. Un plauso che si spinge oltre, anche a quel sondaggio on-line pubblicato nel sito di Modena Life, che per il vescovo è simbolo del fatto che tutti, nell'iniziativa, 'hanno voce in capitolo'. Data dall'opportunità di esprimersi sulla destinazione funzionale da dare al progetto di rigenerazione e che il vescovo stesso definisce 'originale'; tale da, riportiamo ancora le sue parole, 'avere generato un interesse inaspettato'. Le risposte date alla richiesta di fornire indicazioni sulla possibile destinazione della rigenerazione sono state poco meno di 600. Oggetto poco dopo di un'altra serie di slide che farebbero emergere l'interesse dei cittadini affinché il comparto venga rigenerato. Ma il plauso del vescovo al progetto non si ferma e prima della conclusione dell'intervento si declina nella sottolineatura di come l'iniziativa possa fare 'convergere tre aspetti: l'aspetto ambientale, l'aspetto economico e quello sociale. E sappiamo quanto stia a cuore l'ambiente a nostro Papa Francesco'. Una sorta di benedizione a tutto quanto c'è e verrà.
Comunque se per il vescovo il progetto e l'iniziativa sono già ad un punto 'concretamente' avanzato tale da ricevere il plauso, noi continuiamo a cercarlo negli interventi che si susseguono. Non trovandolo, chiediamo direttamente a Michelangelo Marinelli,nella pausa. La prospettiva che ci viene indicata è per il prossimo giugno. Ovvero quando l'interesse rispetto al modello di investimento presentato in relazione al progetto sarà più definito. In sostanza si tratta di trovare investitori che credano subito ad un modello, ed in particolare ad un modello/strumento da declinare sulla rigenerazione dell'ex direzionale Manfredini. Che seppur dichiaratamente avanzato, innovativo, potenzialmente appetibile per gli investitori, di pur sempre e solo di modello, per ora, si tratta.
Gi.Ga.


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