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'Vietare la carne di cavallo equivale a cancellare storia, lavoro e tradizione'

'Vietare la carne di cavallo equivale a cancellare storia, lavoro e tradizione'

Lo afferma Assomacellai Confesercenti Modena, che si dice 'fortemente contraria all'ipotesi di una stretta legislativa sul settore'


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'Vietare la macellazione, la commercializzazione e il consumo di carne di cavallo avrebbe ripercussioni immediate su numerose specialità regionali e su una catena produttiva che abbraccia gli allevatori, le botteghe specializzate, la grande distribuzione e il mondo della ristorazione'. A lanciare l'allarme è Assomacellai Confesercenti Modena, che si dice fortemente contraria all'ipotesi di una stretta legislativa sul settore.

Il dibattito nasce dall'avvio, in commissione Agricoltura della Camera, dell'esame di una proposta di legge per vietare la macellazione di carne di cavallo in Italia, con un sostegno politico trasversale che finora ha coinvolto Alleanza Verdi e Sinistra, il Movimento 5 Stelle e Noi Moderati. È la prima volta che il parlamento si occupa nel concreto di una revisione di questo tipo sul consumo di carne equina, ma ci sono forti dubbi sulla possibilità di trasformare la proposta in una legge vera e propria. L’Italia è tra i principali consumatori di carne equina al mondo e, al di là delle questioni etiche e morali legate alla macellazione degli animali, un provvedimento di questo tipo avrebbe un impatto economico importante nel settore dell’allevamento.

'Sarebbe una decisione dettata dall'ideologia, non dalla ragione - attacca Assomacellai Confesercenti Modena - capace di travolgere usanze profondamente radicate e un segmento produttivo vitale per molti territori.
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Nonostante gli acquisti si siano progressivamente ridotti negli anni, la carne equina resta un pilastro di una cultura gastronomica che percorre la Penisola da un capo all'altro: ricette e tecniche tramandate di generazione in generazione, parte integrante di quella cucina italiana che l'Unesco ha inserito tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell'Umanità'.

Sul versante economico, la Federazione ricorda come si tratti di una produzione consolidata, storicamente presente in molte zone d'Italia e soggetta a rigide normative sanitarie. Una messa al bando indiscriminata spezzerebbe equilibri costruiti nel tempo, con conseguenze pesanti per le aziende della filiera.

'Chiediamo al Parlamento di misurare con serietà l'impatto di qualsiasi provvedimento su un comparto che appartiene, a tutti gli effetti, all'anima gastronomica del nostro Paese', conclude Assomacellai Confesercenti Modena.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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