Nato a Firenze, Riondino inizia a sperimentare come cantautore nell’ambiente musicale fiorente degli anni settanta. Nel 1979, pubblica con l’etichetta Ultima Spiaggia il primo album, David Riondino. Tra il dicembre 1978 e il gennaio 1979 ha l’occasione di aprire i concerti nella tournée di Fabrizio De André con la Premiata Forneria Marconi (Patrick Djivas e Franz Di Cioccio avevano suonato nell’album d’esordio appena uscito). L’anno successivo esce il secondo disco Boulevard. Ancora poco più che ventenne è tra i fondatori, con la sorella Chiara, del Collettivo Víctor Jara, eclettica cooperativa di teatro-musica-animazione. Come verseggiatore satirico collabora con numerose riviste storiche di satira e controcultura, più o meno goliardiche: Tango, Il Male, Cuore, Comix, Boxer ed interviene sul quotidiano Il manifesto. Debutta poi in televisione nel 1987, collaborando dapprima con Lupo solitario e poi negli anni successivi con Zanzibar, Fuori orario, Aperto per ferie, L’araba fenice, fino al Maurizio Costanzo Show, Quelli che il calcio e Bulldozer.
Come cantautore gli anni ottanta vedono Riondino autore del rarissimo Tango dei miracoli, disco dalla lunghissima gestazione (scritto nel 1982, registrato nel 1984 e pubblicato nel 1987) uscito solo in edicola, con le illustrazioni di Milo Manara e dei Racconti picareschi. Proprio Romanzo picaresco è il titolo dell’opera del suo debutto a teatro, nel 1989, cui seguono a ruota Chiamatemi Kowalski e La commedia da due lire, entrambe realizzate con Paolo Rossi. L’attività a teatro diventa sempre più centrale nel corso degli anni novanta. Nella stagione teatrale 1993-1994 è in scena con O patria mia, diretto da Giuseppe Bertolucci, accanto a Sabina Guzzanti, Paolo Bessegato e Antonio Catania. Nel 1996 debutta Solo con un piazzato bianco, recital di e con David Riondino. Nel 1997 inizia il sodalizio con Dario Vergassola, con cui porterà nei teatri di tutta Italia dapprima I cavalieri del Tornio – Recital per due e poi Todos Caballeros, gioco intorno al Don Chisciotte della Mancia di Cervantes che gira dal 2001.
L’incontro con il cinema risale agli anni Ottanta: dalla breve apparizione in Maledetti vi amerò, film d’esordio di Marco Tullio Giordana, in cui si esibisce cantando la sua Ci ho un rapporto, all’interpretazione del guru dei fattorini nel secondo film di Gabriele Salvatores Kamikazen – Ultima notte a Milano. Nel 1975 scrive insieme a Lu Colombo la canzone Maracaibo, che diventerà la colonna sonora dell’estate 1981 e un pezzo di culto della musica italiana di quegli anni.
Il ricordo
'Ci lascia una figura centrale della cultura italiana, un intellettuale curioso e poliedrico che ha spaziato tra musica, teatro, televisione, letteratura con la sua satira, mai banale. E l'Emilia-Romagna perde anche un amico, un artista che ha saputo abitare le piazze, i teatri e i borghi della nostra regione, col suo talento, tenendo insieme tradizione letteraria e spirito popolare'.Il presidente della Regione, Michele de Pascale e l’assessore alla Cultura Gessica Allegni, esprimono così cordoglio e vicinanza alla famiglia di David Riondino.
Riondino è stato anche ideatore e direttore artistico de 'Il Giardino della Poesia' a San Mauro Pascoli e del Festival del Mare, crocevia di racconti e musica lungo l'Adriatico.
'I suoi cicli di letture illustrate su D'Annunzio, Scotellaro, Ovidio, Kazanzakis, il legame profondo con le bande storiche dell’Emilia-Romagna, con i teatri emiliani, da Reggio Emilia, a Modena, a Parma. Riondino ha portato la sua arte in molti festival del territorio contribuendo ad aumentarne prestigio e valore.
Foto Italpress

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