Articoli Mondo

Gli Stati Uniti sono entrati in guerra contro l'Iran: 'Attaccati siti nucleari'

Gli Stati Uniti sono entrati in guerra contro l'Iran: 'Attaccati siti nucleari'

L’operazione sarebbe stata condotta utilizzando bombardieri B-2, che hanno sganciato 6 bombe anti-bunker da 13.600 chilogrammi ciascuna


3 minuti di lettura

Gli Stati Uniti hanno condotto una serie di attacchi aerei contro i siti nucleari di Fordow, Isfahan e Natanz, in Iran. L’annuncio del presidente Usa, Donald Trump, è arrivato nella notte italiana in un messaggio pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social e diffuso ai giornalisti dalla Casa Bianca. Durante un discorso alla nazione, il presidente Usa ha affermato che i tre siti sono stati “completamente distrutti”, precisando che l’obiettivo di Washington è annientare le capacità di arricchimento dell’uranio di Teheran e “mettere fine alla minaccia nucleare rappresentata da un Paese che è il principale sponsor globale del terrorismo”. Trump ha invitato nuovamente l’Iran, che ha definito “il bullo del Medio Oriente”, a fare la pace, anticipando nuovi attacchi statunitensi in caso contrario. “Se non faranno la pace, i prossimi attacchi saranno peggiori, e molto più facili: ci sono molti obiettivi rimasti, e se la pace non sarà raggiunta presto li colpiremo”, ha sottolineato.

Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi anonimi alla stampa Usa, l’operazione sarebbe stata condotta utilizzando bombardieri B-2, che hanno sganciato 6 bombe anti-bunker da 13.600 chilogrammi ciascuna contro il sito nucleare sotterraneo di Fordow, il più importante in Iran per le attività di arricchimento dell’uranio.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Durante gli attacchi sarebbero stati impiegati anche diversi missili Tomahawk, lanciati dai sottomarini statunitensi che si trovano nella regione, a distanza di tiro dall’Iran. Secondo fonti anonime che hanno parlato ai media Usa, Trump si starebbe augurando che gli attacchi statunitensi costringano le autorità iraniane a sedersi al tavolo dei negoziati per la pace e per un accordo sul nucleare, e per questo motivo al momento non avrebbe in programma di approvare nuovi attacchi.

Le autorità Usa, secondo fonti che hanno parlato all’emittente “Cbs News”, avrebbero anche contattato le controparti iraniane attraverso “canali diplomatici”, per precisare di non essere intenzionate a condurre operazioni che portino a un “cambio di regime” nel Paese. Le operazioni statunitensi sono state nel frattempo confermate dalle autorità iraniane. Diversi residenti nella città di Qom hanno riferito diverse esplosioni nell’area attorno al sito di Fordow, e poco dopo l’ufficio del governatore della provincia omonima ha confermato un attacco aereo da parte di “obiettivi ostili” contro il sito, che ha riportato danni all’ingresso e all’uscita dell’impianto. Mehdi Mohammadi, consigliere anziano del presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Ghalibaf, ha scritto sui social che i danni provocati dagli attacchi agli impianti nucleari “non sono irreversibili”, a differenza di quanto affermato da Trump.

L’operazione lanciata dagli Usa, dopo giorni di attesa, è stata accolta con entusiasmo dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu.
In un messaggio video, il primo ministro ha fatto le sue congratulazioni a Trump per “una decisione coraggiosa che cambierà la storia”. Anche il presidente Usa ha ringraziato il premier durante il suo discorso, affermando che “abbiamo lavorato insieme, come una squadra per cancellare questa orribile minaccia contro Israele”. Le autorità statunitensi hanno intanto iniziato a facilitare l’evacuazione dei cittadini Usa che intendono lasciare Israele, dopo che in migliaia hanno già abbandonato l’Iran negli ultimi giorni per paura di possibili ritorsioni dopo un eventuale attacco statunitense. Il dipartimento di Stato ha anche fatto partire una porzione aggiuntiva del personale impiegato presso l’ambasciata Usa in Iraq.
Foto Agenzia Nova
Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati