Ieri sera il Consiglio comunale è stato convocato d’urgenza per votare il patto di sindacato tra i Comuni soci di Aimag, uno strumento che la Corte dei Conti aveva indicato come necessario già nella delibera del settembre 2025 che bocciò l’operazione di cessione del controllo di Aimag a Hera .
'A Mirandola si è persa ancora una volta un’occasione importante: quella di coinvolgere il Consiglio comunale e la comunità mirandolese in un confronto pubblico sul futuro di una delle principali realtà economiche del territorio. Il Partito Democratico di Mirandola assieme agli altri circoli dell’area nord e dei comuni soci di Aimag, ha svolto un'importante azione per rafforzare una proposta patto di sindacato riuscendo a correggere almeno le contraddizioni più macroscopiche, che, anche nella sua formulazione attuale, resta ancora troppo debole e insufficiente. Per tali ragioni è stata elaborata e presentata in tutti i comuni una mozione politica dal PD per impegnare i sindaci su alcune questioni chiare, a partire dalla garanzia che ci sia un cda che rappresenti le scelte e le strategie decise dalla parte pubblica, che i componenti non debbano avere conflitti di interesse con le future scelte industriali e che venga tutelata la maggioranza pubblica' - si legge
in una nota del Pd di Mirandola.'A Mirandola ieri sera abbiamo purtroppo assistito a un teatrino imbarazzante: da parte della sindaca Budri, ancora una volta è mancata la chiarezza, assente qualsivoglia indirizzo politico sul futuro di Aimag: si è limitata a leggere il testo del patto, senza assumersi la responsabilità di indicare una visione chiara per una realtà così importante del territorio. L’unica valutazione espressa, la soddisfazione per avere guadagnato una poltrona nel CDA, essendo previsto un consigliere di Mirandola, scelta dovuta e come naturale conseguenza dell’exit. A chiarire tutto è arrivato il voto sulle mozioni, in particolare quella del Pd, mozione che in tutti i comuni in cui è stata presentata è stata approvata, anche in quelli governati da maggioranze di centro destra - continua il Pd -. A Mirandola il voto ha invece evidenziato una spaccatura nella maggioranza, con Golinelli e il suo neo gruppo “Vannacci” e Tirabassi Forza Italia, i quali, nonostante l’astensione degli altri consiglieri di maggioranza, hanno votato contro la mozione. Insomma un guazzabuglio di posizioni, che rappresenta la voglia di buona parte della maggioranza di avere mano libera e senza rendere conto di indirizzi o impegni su Aimag.


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