Intanto il capo dello Stato di Varsavia, Andrzej Duda, ha dichiarato che “dalle informazioni che abbiamo noi e i nostri alleati”, è “molto probabile che i missili che ci hanno colpito siano partiti dal sistema di difesa antiaereo ucraino“. Si tratterebbe di “razzi S-300 di fabbricazione sovietica” e “non ci sono prove del fatto che siano stati lanciati dai russi”. Di questa stesso opinione anche il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Il massimo dirigente dell’Alleanza atlantica, parlando con i gioranlisti al termine di un incontro organizzato oggi di urgenza per discutere della situazione polacca, ha ribadito che “l’incidente è stato probabilmente causato da un missile ucraino lanciato in difesa dai continui attacchi perpetrati dalla Russia”. Ieri Mosca ha colpito diverse zone della regione di Leopoli, proprio la più vicina al confine polacco.
Esperti del ministero della Difesa russo avevano affermato che i resti dei missili rinvenuti sul luogo dell’incidente in Polonia da loro analizzati tramite dei video, indicavano che si trattava di “S-300 ucraini”. L’ambasciatore polacco in Russia è stato convocato ieri dal ministero degli Esteri di Mosca per chiarimenti sull’incidente, come comunicato dalla portavoce della diplomazia del Cremlino Maria Zakharova.
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