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Yemen, una guerra devastante volutamente ignorata

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Considerare il conflitto yemenita come semplice guerra civile è riduttivo. Si tratta di una guerra che rientra nella competizione regionale tra Arabia e Iran


Yemen, una guerra devastante volutamente ignorata

 
Pur avendo generato la più grave crisi umanitaria al mondo, la guerra civile yemenita continua ad essere quasi totalmente ignorata dai mezzi d'informazione italiani. La popolazione civile subisce, come sempre, i danni maggiori di questa terribile guerra che si caratterizza per bombardamenti indiscriminati contro centri abitati, fame, carestia e malattie. I bambini sono coloro che stanno pagando il prezzo più alto in termini di sofferenze e morte. Le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie che operano nello Yemen hanno lanciato innumerevoli appelli alla comunità internazionale affinché trovi una soluzione pacifica a questa insopportabile guerra.

Ma quali sono le origini della guerra dello Yemen?

Sebbene lo Yemen si sia dimostrato un paese fortemente instabile e attraversato da conflitti armati già durante la seconda metà del XX secolo e gli anni Duemila, per rintracciare l'origine dell'attuale guerra bisogna partire dal 2011, anno cardine della storia recente del mondo arabo. Come quasi tutti gli altri paesi della regione, anche lo Yemen fu attraversato da movimenti di protesta e manifestazioni che chiedevano le dimissioni di un elite autoreferenziale da troppo tempo al potere. Nel caso yemenita il bersaglio delle proteste fu il presidente Ali Abdullah Saleh, da 33 anni ininterrotti al potere. La tensione giunse alle stelle quando il 18 marzo 2011 le forze di sicurezza governative aprirono il fuoco sulla folla a Sana'a - la capitale - uccidendo decine di persone. Nonostante un tentativo di assassinare Saleh in giugno, alla fine la guerra civile fu scampata, per il momento. Nel novembre 2011, firmando un accordo con l'opposizione raggiunto grazie anche alla mediazione di alcuni paesi del Golfo, in particolare l'Arabia Saudita, Saleh acconsentì a cedere il potere al suo vice, Abd Rabbuh Mansur Hadi, che venne confermato nel ruolo di presidente con le elezioni del febbraio 2012. Elezioni in cui Hadi era l'unico candidato.

La transizione politica non riuscì però a pacificare il paese e il governo di Hadi dovette vedersela con un'agguerrita opposizione. Tra i vari gruppi ostili al governo uno dei più temibili era Ansar Allah, i cui miliziani sono conosciuti come Houthi, dal nome dei fratelli che fondarono il gruppo. Gli Houthi, che hanno le loro roccaforti nel nord del paese, sono un gruppo armato sciita di dottrina zaydita, percepito come minaccia dall'Arabia Saudita per via dei suoi legami con l'Iran, che sosterebbe gli Houthi militarmente (attraverso forniture di missili probabilmente) e finanziariamente. Non è tuttavia chiaro in che misura Teheran supporti i miliziani zayditi.

La situazione iniziò a degenerare nel settembre 2014 quando gli Houthi – rinforzati dall'ex presidente Saleh (quest'ultimo verrà poi ucciso dagli Houthi il 4 dicembre 2017) e dai suoi sostenitori – conquistarono la capitale Sana'a costringendo Hadi alla fuga. La caduta di Sana'a attirò l'attenzione dell'Arabia Saudita, che era determinata a evitare a tutti i costi che un gruppo armato amico dell'Iran prendesse il potere appena al di là del suo confine sud-occidentale.

Hadi trovò rifugiò nella città meridionale di Aden, affacciata sul golfo omonimo. Nel marzo 2015 gli Houthi lanciarono un'offensiva per conquistare tutto il paese. Il presidente Hadi fu costretto a fuggire dallo Yemen e fu accolto dai sauditi a Riad. A partire dal 19 marzo 2015 l'Arabia Saudita è intervenuta nello Yemen con bombardamenti aerei che hanno preso di mira le postazioni degli Houthi, ma molto spesso hanno colpito anche i civili, causando diverse migliaia di morti.

Con l'intervento militare saudita inizia ufficialmente la guerra civile yemenita. Tuttavia, come si è visto, lo Yemen era in uno stato di guerra civile latente già da anni, almeno da quando la transizione da Saleh ad Hadi fallì nell'obiettivo di pacificare il paese. La guerra vede contrapposte due fazioni principali. Da un lato gli Houthi, supportati in una certa misura dall'Iran, controllano la capitale Sana'a e il nord del paese. Dall'altro i sostenitori di Hadi - che è riconosciuto dalla comunità internazionale - supportati da una coalizione internazionale guidata dall'Arabia Saudita, controllano buona parte del sud. Vi sono poi anche altre fazioni, tra cui la branca di Al-Qaeda che opera nella penisola arabica (acronimo Aqap). Durante la guerra, le basi di Al Qaeda nello Yemen sono state bersagliate dall'aviazione americana

Per quanto riguarda la coalizione internazionale, gli Emirati Arabi Uniti, che erano uno degli attori principali della guerra, nelle ultime settimane hanno iniziato a ritirare parte delle loro forze dallo Yemen. Stati Uniti e Francia intervengono nella guerra fornendo supporto logistico e d'intelligence all'Arabia Saudita mentre altri paesi occidentali – tra cui l'Italia – sono indirettamente coinvolti attraverso la vendita di armamenti all'Arabia Saudita. Armamenti che vengono poi utilizzati per bombardare lo Yemen.

La guerra dello Yemen, come quella di Siria, è molto più di una guerra civile. Lo Yemen è uno dei terreni di scontro tra Arabia Saudita ed Iran, potenze regionali rivali in lotta per l'egemonia. Riad e Teheran supportano fazioni contrapposte in quella che è a tutti gli effetti una guerra per procura. Bisogna però precisare che l'Iran non è coinvolto tanto quanto l'Arabia Saudita. A differenza dei sauditi, gli iraniani non stanno conducendo alcuna campagna militare nello Yemen.

Per Riad gli Houthi sono una minaccia alla sicurezza nazionale. A parte il fatto che sono allineati con l'Iran, i miliziani zayditi sono riusciti in numerosi casi a colpire il territorio saudita con missili. L'ultimo attacco è avvenuto lo scorso 1° luglio quando un missile sparato dagli Houthi ha colpito l'aeroporto di Abha – città situata all'estremo sud-ovest dell'Arabia Saudita – ferendo nove persone.

Considerare il conflitto yemenita come una semplice guerra civile è riduttivo. Si tratta di una guerra che rientra nella competizione regionale tra Arabia Saudita ed Iran. Una competizione che a sua volta si riverbera a livello mondiale poiché gli Stati Uniti sostengono incondizionatamente Riad mentre vedono in Teheran uno “Stato canaglia” che minaccia la supremazia americana nella regione e la sicurezza degli alleati e delle truppe statunitensi schierate in Medio Oriente.

Massimiliano Palladini


Redazione La Pressa
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