'Puntando anche sull'ottimo rapporto con il governo, e sulle idee chiare sul rilancio di Carpi, crediamo di potere garantire un buona amministrazione e, da subito, proporre idee e progetti concreti puntando sulle imprese. Come? Recuperando competitività, attrattività e centralità negli anni perdute. Dalle infrastrutture alla leva fiscale' - afferma Arletti che snocciola alcuni numeri di una crisi del comparto industriale dalla quale Carpi non si è mai davvero ripresa. 'A Carpi ci sono 6700 imprese, negli ultimi anni ne abbiamo perse 500. Molte delocalizzano, altre chiudono e altre che un tempo sceglievano Carpi per insediarsi, preferiscono altri contesti. Noi abbiamo gli strumenti e la proposta politica per invertire una tendenza che ha portato la nostra città e il distretto a non essere più centrale e attrattiva. Agevolazioni fiscali per affitti cammierati, riduzione dell'IMU per i tanti capannoni sfitti nelle zone inustriali ma soprattutto un programma per adibirli ad altre possibili funzioni. Vogliamo sviluppare ulteriormanete l'esperienza di Carpi Fashion System e fermare quella dei grandi supermercati e centri commerciali. Carpi, su questo fronte, ha già dato' - continua Arletti.
'Il centro destra ha maturato in questi anni una classe dirigente capace e pronta ad amministrare questo territorio, che ha bisogno di invertire la tendenza e che dalla crisi del settore primario della maglieria non ha mai trovato una via di uscita. Una alternativa a una classe politica che tra gli ultimi atti ha deciso da anni di svendere Aimag, unico gioiello pubblico del territorio, ad Hera' - ha affermato il senatore Michele Barcaiuolo.
Gi.Ga.


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