'La ricostruzione di Nonantola, dopo la devastazione dell'alluvione del 6 dicembre 2020, è ferma esattamente alla metà: 50%. Centinaia di famiglie hanno anticipato i soldi per i lavori ma buona parte dei rimborsi non sono arrivati, mentre scopriamo che ben 75 milioni di euro per il nodo idraulico di Modena sono fermi sui conti correnti della Regione e dunque non utilizzati per la messa in sicurezza del territorio'. In estrema sintesi è il quadro tracciato dai Consiglieri comunali di Forza Italia a Nonantola, Antonio Platis e Pino Casano che in risposta e a commento degli ultimi interventi critici del Presidente della Regione Stefano Bonaccini su risorse per interventi di somma urgenza e ricostruzione nei confronti del governo e del commissario alla ricotruzione (di cui lui è vice), Figliuolo. E lo fanno ricordando forme e tempi degli interventi della gestione del presidente Bonaccini rispetto all'alluvione di Nonantola. 'Forse sarebbe bene a riavvolgere il nastro delle sue lagnanze e partire da qui' - affermano i consiglieri. 'A dicembre 2020 è letteralmente “deflagrato” in un tratto rettilineo e con livelli d’acqua modesti il fiume Panaro. Allagando un territorio limitato ma densamente abitato e quasi tutto nel comune di Nonantola.
Furono 1800 le famiglie e 200 le imprese finite sott’acqua'. Il fiume ha rotto proprio a poche decine di metri da dove era uscito già nel 2014 e già interessato, nella storia degli ultimi decenni, dal 1966, da cinque rotte.'In quei sei anni - affermano Platis e Casano - è stato fatto poco o nulla, tant’è che la commissione di inchiesta ha decretato che l’argine era ammalorato e costruito con materiale di riporto. Inoltre istrici, tassi e nutrie avevano ridotto l’argine ad un’autentica groviera, un dedalo di tunnel sotterranei al punto che una sola tana è stata la causa scatenante dell’esondazione'.
'Draghi stanziò 100 milioni, dicendo di risarcire le popolazioni e di usare il resto per sistemare il nodo idraulico. Oggi ne sono stati impegnati 25milioni per la popolazione e 75 sono sui conti correnti della Regione fermi e immobili. Perché? I nonantolani non hanno avuto indennizzi sulle automobili. Hanno beneficiato di un ristoro al 100% solo nel momento in cui sono riusciti ad abbinare ai contributi per l’alluvione gli ecobonus. Hanno dovuto anticipare i fondi, perché in anticipo non è arrivato nulla, solo un prestito ponte con una banca del territorio che chiedeva pure garanzie reali ai cittadini.
'A fine maggio 2023, dopo 30 mesi, la ricostruzione era al 50% e il sindaco PD ha chiesto la proroga a dicembre 2024 per ultimare i cantieri. Questo Bonaccini non lo dice. Così come non racconta la politica degli annunci a cui ha assuefatto gli emiliano-romagnoli. Un esempio: i dipendenti assunti per far fronte alla mole delle pratiche relative all’alluvione saranno pagati dalla Regione. Invece, il 27 del mese, il piccolo municipio nonantolano ha versato e versava gli stipendi arrivando a vantare un credito di 454 mila euro verso la Regione. Ad aprile 2023, il sindaco Pd si è permesso di chiedere lo storno. La Giunta Bonaccini ne ha dati 200mila e gli altri più avanti. Il Comune, evidentemente, può aspettare'.
'Caro Bonaccini, a Nonantola hai ‘pieni poteri’, eppure le pratiche sono incagliate e qui non ci sono scuse? - chiudono Platis e Casano -. Alla fine, di questo passo, ci vorranno 4 anni ancora, per ricostruire tutto.

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