Gentile Direttore,
ho letto con attenzione l’articolo apparso su La Pressa sul tema della difesa del pensiero occidentale e del rischio di una presunta “sottomissione”.
Condivido ovviamente il richiamo ai valori della Costituzione, che rappresentano il fondamento della nostra convivenza civile. Proprio per questo, tuttavia, non riesco a cogliere con chiarezza il nesso logico tra gli esempi richiamati.
I fatti di cronaca citati sono certamente gravi, ma è doveroso ricordare che alcuni riguardano reati presunti, ancora nella fase iniziale delle indagini, che si tratta di episodi eterogenei, molto diversi per contesto, dinamica, autori e motivazioni. Le persone coinvolte sono in parte italiane e in parte straniere, provenienti da Paesi con storie culturali e religiose differenti, alcuni anche di tradizione cattolica. Ricondurre tali fatti a un’unica matrice non aiuta a comprendere la complessità della realtà.
Ancora meno chiaro risulta il modello preso ad esempio, il vescovo Hanna Jallouf. Monsignor Jallouf è siriano, dunque un uomo non occidentale ma orientale, un vescovo cattolico francescano che ha vissuto sulla propria pelle persecuzioni e violenze da parte del fondamentalismo. È una figura che incarna la difesa della libertà religiosa e della dignità umana, ma non è un “occidentale” né esprime un pensiero occidentale in senso politico o costituzionale, tantomeno riconducibile
alla Costituzione italiana.Semmai, proprio in quanto francescano, la sua testimonianza potrebbe essere letta in modo diverso: nell’anno in cui si ricordano gli 800 anni dalla morte di san Francesco, si potrebbe richiamare lo stile francescano come uno degli apporti più profondi alla costruzione di un’identità occidentale forte ma capace di dialogo, consapevole di sé e allo stesso tempo aperta all’incontro con l’Oriente, senza paura e senza sottomissioni.
Mi unisco dunque, ovviamente, alla condivisione dei valori costituzionali, all’esempio umano e religioso illuminante richiamato e con l'occasione esprimo vicinanza a tutte le vittime dei diversi episodi criminali citati.
Resta però, almeno a chi scrive, poco chiara la riflessione complessiva di Antonio Platis e il filo logico che dovrebbe tenere insieme i vari elementi proposti.
Cari saluti
Luca Barbari
(1).jpg)

