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Modena, Vignali e Platis (FI): 'Tempo tra chiamata e ospedalizzazione: Pavullo e Mirandola i dati peggiori'

Modena, Vignali e Platis (FI): 'Tempo tra chiamata e ospedalizzazione: Pavullo e Mirandola i dati peggiori'

'Per questi due territori serve una maggiore capillarizzazione del servizio e un rafforzamento delle risposte ospedaliere'


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'L’analisi dei dati relativi delle chiamate al 118 dai distretti della provincia di Modena per il periodo gennaio–giugno 2025 evidenzia un sistema di emergenza-urgenza complessivamente strutturato e in grado di garantire un elevato livello di sicurezza clinica, ma caratterizzato da criticità rilevanti, in particolare in termini di appropriatezza del triage e disomogeneità territoriale, che devono essere affrontate con interventi mirati, nel rispetto dei pazienti e dei tanti professionisti che operano ogni giorno con grande impegno, spesso ben oltre le proprie mansioni'. A dirlo sono il consigliere regionale di Forza Italia Pietro Vignali e il vicecoordinatore regionale Antonio Platis.


'È noto – commenta Pietro Vignali - il contesto di difficoltà in cui opera il sistema, segnato dalla carenza di specialisti e dall’elevato carico di lavoro che grava su medici e infermieri del 118. Proprio per questo motivo, diventa fondamentale ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili, come già avviene in altre realtà regionali. Un dato particolarmente significativo riguarda l’over-triage ovvero la quota di pazienti classificati inizialmente come codici rossi e successivamente rivalutati come meno gravi all’arrivo dei soccorsi si colloca tra l’84% e l’88% nei distretti modenesi. Si tratta di valori – sottolinea l’azzurro - nettamente superiori a quelli indicati dalla letteratura scientifica internazionale, che individua un range ottimale compreso tra il 25% e il 50%.

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Province con caratteristiche analoghe, come Parma e Reggio Emilia, presentano valori sensibilmente inferiori (al di sotto del 60%), a dimostrazione che margini di miglioramento concreti esistono. Un livello così elevato di over-triage comporta un utilizzo non ottimale delle risorse, con conseguente sovraimpiego dei mezzi avanzati e il rischio concreto di ridurre la disponibilità operativa in presenza di emergenze reali. Inoltre, determina un aumento del carico di lavoro per il sistema di emergenza territoriale, un allungamento dei tempi di gestione e trasporto dei pazienti e un potenziale rischio di saturazione dei servizi, inclusi i pronto soccorso e le strutture ospedaliere di riferimento. Come evidenziato dalle linee guida di settore – incalza Vignali - un eccesso sistematico di over-triage incide significativamente sul dimensionamento e sull’organizzazione dei servizi di emergenza pre-ospedaliera e della rete ospedaliera, rendendo necessario mantenere tali valori entro soglie non superiori al 50%'.

 

'A questa criticità – commenta Antonio Platis - si affiancano evidenti disomogeneità territoriali. In particolare, nel distretto di Pavullo nel Frignano si registra una quota molto elevata di interventi complessi: in circa un caso su quattro è necessario l’invio di mezzi avanzati (automedica o elisoccorso), a conferma delle difficoltà legate al contesto geografico.

Ancora più rilevanti sono i dati sui tempi di centralizzazione del paziente, ovvero il tempo che intercorre tra la chiamata e l’ospedalizzazione. I valori peggiori a livello regionale – attacca Platis – si registrano proprio in provincia di Modena: nel distretto di Pavullo si raggiungono quasi 108 minuti, mentre a Mirandola si attestano a 90 minuti. Si tratta di tempi significativamente superiori rispetto ad altri territori montani della regione, come la Val Taro (PR), intorno ai 70 minuti, Montecchio Emilia (RE) con circa 84 minuti o l’Appennino bolognese con circa 87 minuti. Emblematico anche il dato di Mirandola che, pur essendo un distretto di pianura, registra tempi nettamente superiori rispetto a realtà orograficamente più complesse, segno evidente che il problema non è solo geografico ma anche organizzativo. È inutile girarci in torno – rincara Platis - per questi due territori serve una maggiore capillarizzazione del servizio e un rafforzamento delle risposte ospedaliere. I dati evidenziano quindi la necessità di intervenire per migliorare l’appropriatezza del triage e ridurre le disuguaglianze territoriali, garantendo al contempo il mantenimento degli elevati standard di sicurezza del sistema.
L’obiettivo deve essere quello di coniugare efficacia clinica ed efficienza organizzativa, ottimizzando l’impiego delle risorse e assicurando tempi di risposta adeguati su tutto il territorio provinciale. Non si tratta di mettere in discussione il lavoro degli operatori – concludono Vignali e Platis – ma di mettere il sistema nelle condizioni di funzionare meglio come avviene, per giunta, in altre province della regione. Per questo sarà depositata un’interrogazione all’assessore regionale Fabi, affinché vengano adottate misure concrete per rendere il servizio più efficiente e più vicino ai problemi reali dei pazienti'.

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