Opinioni Parola d'Autore

Modena, dal centrodestra solo corsa alle ambizioni personali e il Sistema Pd resta intatto

Modena, dal centrodestra solo corsa alle ambizioni personali e il Sistema Pd resta intatto

Il risultato è che dopo ottant’anni il potere nelle mani della sinistra appare inscalfibile da monoliti autoreferenziali che non hanno saputo crearsi una storia


3 minuti di lettura

Non ho pretese politologiche, ma solo qualche perplessità e dubbi sulle interpretazioni dell’esito del referendum e sulle ricadute che vorrei che qualcuno mi aiutasse a comprendere. 

Cominciamo dal paradosso del referendum: una parte politica, etichettata con l’epiteto “fascista”, lo indice per abrogare una legge fascista, l’altra, che si autofregia del titolo di “antifascista”, la boccia. Sembrerebbe una beffa da Amici Miei, se non chè la parte politica “antifascista” se ne fa vanto, mentre l’altra va un po’ in stato confusionale. Viene da chiedersi cosa abbiano capito.

Ma al di là delle incomprensibili euforie o stordimenti depressivi vari, quali ripercussioni sulle future elezioni nazionali e locali? Ad una settimana dall’esito del referendum la mia impressione è che nell’aria  non spirino venticelli di grandi cambiamenti.

A livello nazionale restano immutate una salda coalizione di governo, guidata da una forte e riconosciuta leadership, e una variegata e litigiosa opposizione, che sembra sempre più assomigliare alla “gioiosa macchina da guerra” di recente memoria, sonoramente sconfitta alle elezioni.

Situazione esattamente opposta si verifica ai livelli territoriali nei quali il radicamento di ottant’anni di ininterrotta e incontrastata presenza organizzata e molto spesso, se non con continuità (Emilia-Romagna, Toscana), governativa garantisce alla sinistra una diffusa egemonia locale.

Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Due situazioni contrarie, nazionale e locali, che sembrano uscire da una delle tante inspiegabili contraddizioni italiane.


Per cercare di capire questa strana dicotomia, è esemplare guardare al caso Modena, che è poi quello che più mi interessa, dove un partito granitico, PD, governa da ottant’anni per merito del lascito ereditario di una buona amministrazione, dovuta a una leadership forte, almeno fino alla fine degli anni novanta, che ancor oggi permette  ad una classe dirigente proveniente dalle seconde file, lontana anni luce dalla qualità dei suoi predecessori, ancora di governare saldamente la Città.

E l’opposizione, i tre tradizionali partiti, FdI, FI e Lega, cosa hanno fatto negli ultimi trent’anni per sovvertire questa situazione? Nulla, anziché aprirsi al dialogo e al confronto con la cittadinanza allo scopo di radicarsi sul territorio, pur non mancando di argomenti validi, che vanno dalla sicurezza alla sanità in continuo peggioramento, per proporsi come alternativa di governo, hanno adottato la “strategia del recinto” (rubando questa perfetta immagine ad altri) a difesa di ambizioni nazionali personali, che alla fine hanno reso a pochi.

Il risultato è che dopo ottant’anni il potere nelle mani della sinistra appare inscalfibile da monoliti autoreferenziali che non hanno saputo crearsi una storia, un passato, senza il quale non potranno mai pretendere di avere né un presente, tantomeno un futuro.


D’altronde Forza Italia non va oltre al partito padronale e la Lega in continuo travaglio, ha avuto qualche meteora (Manfredini), tramontata rapidamente assieme a Miglio. FdI è il partito di opposizione, oggi più consistente, che sul territorio esiste da sempre, come il PD e come questo è frutto di diverse trasformazioni. Malgrado ciò mai ha saputo (o voluto) uscire dal suo “recinto” e ancor oggi dimostra più sensibilità e interesse alle politiche nazionali che territoriali, forse in preda ad un certo complesso di inferiorità che non riesce a superare e che la scarsa qualità di molti suoi rappresentanti pubblici non riesce neppure a nascondere.

Cosa aspettarsi di nuovo per il futuro di Modena? L’alternanza? Pia illusione, se… non si lavora con grande anticipo su una qualche idea, su un programma che sappia cogliere le ansie e le speranze dei cittadini modenesi e se non ci si dota per tempo di una leadership autorevole, credibile e libera da vincoli di ogni genere, che sappia creare quell’atmosfera di orgoglio, di riscatto e di entusiasmo nei modenesi che porti oltre quei limiti che, oggi, sembrano insuperabili, ma che solo

una coraggiosa alternanza di governo sarebbe in grado di rimuovere per guidare la Città verso il futuro che merita.

Maria Grazia Modena, consigliere comunale e Capogruppo della lista civica ModenaperModena

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati