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'Aimag in Hera, dopo la stroncatura della Corte dei Conti cosa stanno architettando i sindaci del carpigiano?'

'Aimag in Hera, dopo la stroncatura della Corte dei Conti cosa stanno architettando i sindaci del carpigiano?'

'Che tipo di nuovo Patto di Sindacato (pare che il percorso sia avviato) stanno predisponendo i sindaci dei Comuni soci?'


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'Nella seduta del Consiglio Comunale di Carpi del 15 gennaio 2026, grazie alla mozione presentata dalla consigliera Monica Medici di Carpi Civica, discussa dopo mesi dalla presentazione, finalmente si è tornato a parlare di Aimag spa su cui, dopo la bocciatura delle Corti dei Conti di Emilia Romagna e Lombardia del progetto di acquisizione del controllo esclusivo di Aimag spa da parte di Hera spa, era calato il silenzio. La mozione chiedeva semplicemente l’attuazione di quanto previsto dalla legge in materia di società partecipate (TUSP – Testo Unico in materia di Società a Partecipazione Pubblica , D.Lgs 175/2016) come indicato dalle Corti dei Conti nei loro pareri, indicazioni tuttavia che fanno riferimento all’applicazione inderogabile degli obblighi di legge ossia il ripristino dell’effettivo controllo pubblico della società attraverso la ricostituzione del Patto di Sindacato e la nomina di un nuovo Cda interamente pubblico composto secondo criteri di rappresentanza e proporzionalità. La mozione è stata respinta con i voti contrari e compatti della maggioranza di centro sinistra, più o meno quello che è accaduto a Mirandola dove un provvedimento simile è stato respinto dalla maggioranza di destra, che dire una bella unità di intenti bipartisan'.
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Così, in una nota Carpi per la giustizia climatica e sociale.

'La maggioranza ha respinto la mozione per la presenza nel testo della richiesta di impegno, da parte del sindaco e della Giunta, oltre che di ricostituzione del Patto di Sindacato (assente dal 2023) anche della nomina di “un nuovo CdA interamente espressione dei soci pubblici di maggioranza”; la maggioranza ha affermato che con questo punto la mozione non poteva essere approvata poiché non può essere il Comune di Carpi a decidere come sarà il nuovo Cda, questa è una decisione che dovrà essere assunta insieme agli altri sindaci e che il sostegno alla mozione poteva essere considerato come una “fuga in avanti” non corretta. Una motivazione debole, per non dire una scusa imbarazzante, considerando che una mozione è uno strumento di indirizzo non certo un atto vincolante di un’Amministrazione come è invece, ad esempio, una delibera del Consiglio comunale - continua il Comitato -. Non solo, durante la discussione in Consiglio comunale, più volte la maggioranza ha di nuovo rivendicato il proprio operato in merito ad Aimag sottolineando il grande valore politico dell’unità di intenti tra sindaci di schieramenti diversi raggiunta nell’ultimo anno mezzo, quella unità di intenti che ha portato a sostenere un progetto bocciato senza appello da due Corti dei Conti poiché  tale progetto avrebbe favorito “il contrapposto fine di lucro del Socio privato, in un contesto di illegittimità e di deviazione rispetto a quanto espressamente disposto dal TUSP”.
Non c’è da stare molto tranquilli, e soprattutto viene da chiedersi che tipo di nuovo Patto di Sindacato (pare che il percorso sia avviato) stanno predisponendo i sindaci dei Comuni soci di Aimag se queste sono le premesse? È chiaro che la lotta per la difesa dei beni comuni e quindi del controllo pubblico di Aimag non è finita. Noi ancora una volta ricordiamo che la famigerata gara del servizio idrico, con cui più volte si è sostenuta la stringente necessità di cedere Aimag ad Hera, di fatto una privatizzazione, si evita con la ripubblicizazione del servizio fattibile alla scadenza delle concessioni. Magari ai prossimi esperti che i Comuni consulteranno, pagandoli profumatamente, potrebbe essere dato mandato di sondare proprio questa possibilità, vedi mai che troviamo una soluzione a reale tutela dell’interesse pubblico? Fiduciosi continuiamo a lottare'.

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