Il giudice Michele Cifarelli nella sua sentenza ha 'accertato che il Comune di Carpi ha occupato senza titolo le porzioni fondiarie di proprietà di Le Pile e ha condannato il Comune di Carpi alla restituzione dei suddetti lotti, liberi da persone e cose, con obbligo di contestuale rimozione a sua cura e spese delle opere ivi realizzate e remissione in pristino dello stato dei luoghi'. Inoltre il Comune di Carpi è stato condannato al rimborso delle spese sostenute da Le Pile di Malverdi Filomena e C. s.s. per il giudizio.Per il giudice 'si tratta di un caso di scuola di sconfinamento, ossia del caso in cui la realizzazione dell'opera pubblica abbia interessato un terreno diverso o più esteso rispetto a quello considerato dai provvedimenti amministrativi di occupazione e di espropriazione, oltre che dalla dichiarazione di pubblica utilità, in cui l'occupazione e la trasformazione del terreno da parte della P.A. costituisce un comportamento di mero fatto, perpetrato in carenza assoluta di potere, che integra un illecito a carattere permanente, lesivo del diritto soggettivo e non diverso da quello di un privato che leda diritti di terzi, al quale conseguentemente l'interessato può reagire davanti al giudice ordinario'. Si tratta, in definitiva, di 'condotta illecita dell'amministrazione incidente sul diritto di proprietà, che quale che sia la sua forma di manifestazione (occupazione usurpativa, occupazione acquisitiva o appropriativa, vie di fatto), non può comportare l'acquisizione del fondo'.
'Il Comune è stato condannato a liberare lo spazio e restituire tutte le aree illegittimamente occupate e a rimettere in pristino le aree, con risarcimento di consistenti spese di giudizio - spiega l'ingegner Roberto Marconi, incaricato della società proprietaria -. Dopo il cantiere infinito, costoso e inutile del re-sealing di via Roosevelt nord, un altro grave plurimo errore dell'amministrazione comunale e dei suoi tecnici e dirigenti: non c'è pace per via Roosevelt'.

