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Carpi, in fondo Righi e Morelli hanno un obiettivo comune: scardinare il tavolo che conta

Carpi, in fondo Righi e Morelli hanno un obiettivo comune: scardinare il tavolo che conta

A Carpi il tavolo di peso sembra avere da anni una composizione abbastanza chiara: Manuela Ghizzoni, Paola Ruggiero, Daniela Depietri, Paola Poletti


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Fa discutere l’interventismo di Simone Morelli, referente carpigiano di Azione. Che con una serie di uscite pubbliche ha puntato il dito contro le fragilità della giunta guidata da Riccardo Righi. Fragilità reali, inutile girarci attorno. Una giunta politicamente debole, spesso incerta, definita da alcuni la peggiore di sempre. Peggiore e pure monca, visto che l’Urbanistica è scoperta da quasi un anno dopo l’uscita di Alessandro Di Loreto; mentre Paolo Malvezzi, assessore ai Lavori pubblici, è dato in partenza a giugno. Righi s’è vantato di milioni di euro di cantieri: ma da sindaco, di fatto, lui non ne ha creato uno. Però la sua giunta ne ha sbagliati mille.

Morelli contesta immobilismo, mancanza di visione, assenza di decisionismo. Tradotto: manca un Morelli. Ma perché un alleato attacca così duramente quella che, almeno sulla carta, resta la sua maggioranza?


La prima lettura è semplice, fin troppo: Morelli guarda alle prossime nomine. Fondazione, Aimag, giunta. Il vecchio mercato delle poltrone: quello dove tutti si indignano in pubblico e poi in privato chiedono il menù aggiornato. Ai suoi tempi Morelli era uno stregone delle nomine. Uno capace di inserire donne e uomini nei punti giusti con una precisione quasi chirurgica.

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Righi lo ha capito. E infatti la sua replica, dietro la forma istituzionale, suona più o meno così: il mio numero lo sai, non puoi pretendere tutto, ma chiamami: portami un nome serio, e vediamo cosa si può fare. Anche perché sa benissimo di non poter ignorare del tutto il partito di Carlo Calenda, di Paolo Zanca e di Matteo Richetti. Piccolo nei numeri, forse, ma utile quando gli equilibri diventano ballerini. 

Questa è la lettura apparente.


Poi c’è la politica vera. E la politica vera, come il bridge, non si gioca mai con le carte completamente scoperte. Si intuisce, si aspetta, si finge, si forza la mano. E a Carpi il tavolo che conta al circolo che conta sembra avere da anni una composizione abbastanza chiara: Manuela Ghizzoni, Paola Ruggiero, Daniela Depietri, Paola Poletti. Quattro figure diverse, ma riconducibili alla stessa geografia politica, allo stesso perimetro di relazioni, allo stesso modo di occupare gli spazi. Fondazioni, partecipate, partito, giunta. Tutto. E sullo sfondo Sauro Mambrini, storico imprenditore legato al Parco Lama. 


Questo nuovo blocco ha sostituito tutta la vecchia classe dirigente legata alla stagione di Alberto Bellelli.

Mettendo - sempre politicamente parlando - una pietra tombale su Morelli e tenendo Righi alla catena politica cortissima. Per questo i due hanno un obiettivo comune. Ma Righi non può attaccare frontalmente: così lascia che altri facciano il lavoro sporco. E Morelli punge, denuncia, scuote il tavolo, usa la stampa. Come faceva ai tempi del silente Bellelli.


Per Righi la posta è liberarsi. Per Morelli è tornare centrale. Magari vicesindaco, o candidato di una futura coalizione di centro. Perché in fondo, senza il Carpigate che si è comunque autoinflitto, oggi il sindaco sarebbe lui.


Magath

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Dietro allo pseudonimo Magath un noto personaggio modenese che racconterà una Modena senza filtri. La responsabilità di quanto pubblicato da Magath ricade solo sul direttore della testata.  Ci sono...   

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