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Trump sbeffeggia il Papa e si dipinge come Gesù: la follia al potere nel silenzio di un'Italia in ginocchio

Trump sbeffeggia il Papa e si dipinge come Gesù: la follia al potere nel silenzio di un'Italia in ginocchio

Il presidente degli Stati Uniti sta trasformando il famoso (e criticabilissimo) Ordine Mondiale, nel disordine del Caos


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Donald Trump diventa Gesù, poi cancella la foto. Non solo l'attacco frontale al Papa, il presidente degli Stati Uniti si esibisce in un'altra folle e delirante esibizione del potere. L'immagine AI postata dal tycoon su Truth Social dopo il post surreale contro il Pontefice, accusato di essere 'un debole' in politica estera, di 'danneggiare la Chiesa cattolica' ma anche di essere in Vaticano solo grazie alla sua vittoria alla Casa Bianca, è solo l'ultimo esempio di una deriva senza fine.
Non fa ridere, nè può essere derubricato a goliardia. Il presidente degli Stati Uniti sta trasformando il famoso (e criticabilissimo) Ordine Mondiale, nel disordine del Caos. Un caos che ha conseguenze devastanti in termini di vite umane, bombardate come in un videogame per citare un'altra sua uscita social, di qualità della vita di tante famiglie piegate dalla crisi energetica e - Dio non voglia - anche nei termini di spettro nucleare.
Questa è la situazione in cui ha ridotto il Mondo Occidentale l'80enne presidente Usa, l'uomo che fino a pochi mesi fa aspirava al Nobel per la Pace, con tanto di applausi e tifo da parte di autorevoli esponenti del Governo italiano.
La follia al potere che irride non tanto e non solo la figura del Papa, ma la stessa matrice religiosa su cui è cresciuta ed è diventata grande l'Europa.
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Il Cristianesimo, il messaggio di Salvezza dell'Uomo-Dio di Nazaret ridotto a vignetta. La Pasqua di Resurrezione in una metamorfosi depravata che diventa la santificazione del sedicente Capo del Mondo.
Una Presunzione smisurata che si prende gioco di un bisogno Salvezza silenzioso ed Eterno, bisogno che evidentemente Trump non sente o che immagina di potersi comprare, conquistare da solo a suon di armi, potere e prevaricazione.
Napoleone nel dicembre del 1804, nella cattedrale di Notre-Dame, si auto-incoronò Imperatore dei Francesi togliendo la corona dalle mani di Papa Pio VII, un gesto dirompente, ma che aveva una sua ratio nel desiderio di mostrare come il potere temporale non avesse bisogno di un sigillo religioso.
Oggi il presidente degli Stati Uniti non si limita a questo, la corona che gli elettori americani gli hanno consegnato, la usa come una clava per demolire ogni altra idea, ogni altra Speranza diversa dal suo delirio di potere. Questo sta accadendo sotto gli occhi di tutti. Occhi che, restando al Governo italiano, si abbassano non solo per far finta di non vedere, ma per mostrare la propria reverenza all'alleato americano.
Un'Italia in ginocchio, priva di dignità che ancora esibisce con orgoglio i complimenti interessati che il presidente Usa rivolse al premier pochi mesi fa. Complimenti che - considerata la bocca dalla quale provengono - suonano come condanne morali senza appello. Eppure si va avanti così, con una destra che da Salvini a Meloni, ancora si riconosce al grido di Maga e che guarda al meteorite sulla propria testa come fosse un gioco, una benedizione di un Dio comodo-comodo, fatto a misura del potere.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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