Lo scontro si inserisce nei prossimi snodi decisivi per gli equilibri locali: le nomine negli organismi della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e del gruppo Aimag. Un passaggio che storicamente ha sempre inciso sugli assetti di potere del territorio.
Morelli parla di immobilismo, di cattiva amministrazione, di progetti mai realizzati. Ma è pur vero che nel farlo tira in ballo gli anni della sua presenza al governo della città così come è vero che sul tema delle nomine, Morelli oggi rivendica trasparenza e qualità ma nel suo ruolo di vicesindaco, partecipò direttamente alla nomina di Monica Borghi alla presidenza di Aimag, scelta che diversi osservatori hanno ritenuto nativa e collegata all’inizio di una fase complessa per il gruppo, segnata anche dal rafforzamento del ruolo dell’allora direttore generale Davide De Battisti. Va detto del resto che Carpi Gate, pur conclusosi con l'assoluzione dello stesso Morelli, e la vicenda del Carpi calcio, salvato solo grazie all’intervento dell’imprenditore Claudio Lazzaretti, incidono ancora sul peso della voce critica dell'ex vicesindaco. Ma - allo stesso tempo - il passato non può essere un vincolo perenne alla credibilità futura (se così fosse si assisterebbe all'azzeramento di buona parte della classe politica locale e nazionale) e il condividere un programma in campagna elettorale non significa giurare fedeltà eterna al sindaco, ma viceversa essere da pungolo quando serve. Insomma, le parole hanno un peso indipendentemente da chi le pronuncia e le osservazioni che Morelli oggi pone sembrano svelare molte fragilità della giunta Righi.
g.leo.



