Abbiamo visto crescere la comunità dei nostri lettori e con essa siamo cresciuti, anche grazie alla preziosa e giornaliera attenzione degli aspetti tecnici (dal restyling del sito, alla App, allo sviluppo social) garantita dall'insostituibile Michele Maddi.
Non abbiamo mai rinunciato ad offrire il nostro punto di vista, quello dei tre soci che hanno fondato il giornale, Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli, quello del nostro vignettista Paride Puglia e quello dei tanti commentatori che nel corso del tempo hanno voluto dare il proprio contributo al dibattito: da chi segue il calcio dilettanti alle sentinelle sul territorio, fino a chi con immancabile puntualità ci ricorda cosa 'accade oggi'.
Urticante, fastidiosa, irriverente, spesso criticata sia dal Sistema di potere che governa il territorio, sia dall'opposizione che sarebbe chiamata a costruire un'alternativa, La Pressa, oltre ad offrire una informazione capillare dalla politica alla cultura, dallo sport alla economia, ha messo in campo un esperimento ambizioso e ancora in corso.
E' la ricerca di strappare una fetta di libertà al conformismo e al grigiore che spesso grava sul racconto giornalistico. Libertà che non chiede permesso, che scalcia, pretende uno spazio, ma che profuma dei ricordi più dolci dell'infanzia, di mare a febbraio e di neve.
Un tentativo complesso, un percorso scivoloso e inevitabilmente costellato di errori. Tanti ne abbiamo commessi in questi 9 anni e in tanti, probabilmente, cadremo ancora. E' una sfida che deve fare i conti soprattutto col grande rammarico di aver confuso a volte il 'potere' che si vuole irridere con alcune debolezze umane che non meritano affatto derisione, ma è anche un giornale del quale siamo profondamente orgogliosi, o meglio per il quale ci sentiamo fortunati a lavorare, concedendoci un lusso che - vada come vada - è per pochi e che, proprio per questo, esige un prezzo oneroso.
Allora buon compleanno a La Pressa e un grazie ai nostri lettori. A quelli che ci sostengono e, ancor di più, a quelli che proprio non ci sopportano e - così facendo - ci permettono di non staccare mai i piedi da terra. E, a Dio piacendo, buona continuazione di cammino.

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