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La Pasqua come un Drone: il surreale messaggio pasquale del vescovo

La Pasqua come un Drone: il surreale messaggio pasquale del vescovo

Davanti al Mistero, all'Assoluto, all'Infinito che lascia sgomenti, si viene catapultati nella fredda dimensione di una scienza inutilmente misurabile


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'La stessa parola, “drone”, evoca morte e vita, amore e odio, soccorso e distruzione, gioia e terrore. La Pasqua è questa mescolanza di croce e risurrezione. Il venerdì imperversa il drone che annienta, semina paura e rovina; la domenica vince il drone che salva, fa fiorire speranza e vita'. Questo l'ardito paragone al quale il vescovo di Modena Erio Castellucci ha affidato quest'anno il nocciolo del suo Messaggio pasquale. Forse nelle intenzioni del monsignore vi era il desiderio di provocare le coscienze o di parlare un linguaggio 'vicino ai lontani', ma il risultato è un accostamento semplicemente posticcio, che lascia una sensazione sgradevole, un sorriso sforzato, un prurito sulle braccia che nasconde malamente il desiderio di andarsene.

 

Davanti al Mistero, all'incomprensibile Assoluto, all'Infinito che lascia sgomenti, si viene assurdamente catapultati nel mondo dei droni, nella fredda dimensione di una scienza misurabile in frequenze, in equazioni matematiche. Una tecnologia così umana, completamente inutile all'anima, pur nella sua comoda utilità. Un buonsenso fatto di luci al neon che diventa surreale e paradossole, proprio perchè applicato al bagliore dell'Eterno. 'I droni saranno sempre più protagonisti anche dei gesti di pace, soccorso e cura: trasportando medicinali e defibrillatori, permettendo a chi custodisce l’ordine civile di controllare meglio i territori, favorendo la ricerca di soluzioni in agricoltura...
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L’Intelligenza artificiale permetterà un utilizzo più mirato dei droni, nel bene e nel male
' - dice il vescovo.
Parole tanto razionali e sensate, quanto distanti dalle risposte alle domande che ogni uomo, prima o poi, è costretto a farsi. Qual è il senso di questo viaggio? Dove siamo diretti? Qual è il Dio promesso, il Miracolo al quale poter credere contro ogni logica e contro ogni speranza? 'Auguro a ciascuno, in queste feste pasquali, di lanciare in volo il proprio drone buono; di telecomandarlo con intelligenza, affetti e desideri di bene; di vigilare sulle persone fragili e smarrite, per tendere loro una mano; di fotografare dall’alto, filmare e diffondere gesti di bellezza, giustizia e cura' - dice Erio Castellucci.

 

Il drone buono... Al bisogno di un Oltre che cancelli l'abisso, ecco qui un umano 'vogliamoci bene', così umano da apparire artefatto, impalpabile come ogni piccola azione umana.
Il filo di luce che squarciò il buio nella tragica notte dell'Innominato fu la folle Speranza di una Parola di Senso.
Una Parola che al mattino si materializzò nello sguardo e nella pacata risposta del Cardinale: 'Voi avete una buona nuova da darmi, e me la fate tanto sospirare?'.
Di quell'annuncio di Salvezza che nulla ha a che vedere con la tecnologia o col buonsenso, con la logica o con la concretezza materiale, oggi come allora l'uomo ha bisogno. Un Cielo non misurabile in galassie o costellazioni, ma nel quale specchiarsi mettendosi a nudo.
'Dio! Dio! Dio! Se lo vedessi! Se lo sentissi, dov'è questo Dio?', ognuno ancor oggi lo ripete insieme all'Innominato, guardando con onestà le proprie miserie, i propri fallimenti, la propria Pasqua.
Domande infantili e senza risposta, impertinenti e che forse invecchiando ci si vergogna a fare, rassegnati a un freddo ateismo che lascia ogni uomo nel suo abisso. Ma se una Risposta esiste, se esiste davvero un 'Dio con noi', una Buona Nuova pasquale in grado di donare respiro davanti ai naufragi, alle malattie e ai deserti... Ecco di certo non è in un drone.
Giuseppe Leonelli
Foto dell'autore

Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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