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Carpi, 73mila euro a Ciao Comunicazione: così il sindaco Righi cede alle spinte Pd

Carpi, 73mila euro a Ciao Comunicazione: così il sindaco Righi cede alle spinte Pd

I tempi sono illuminanti: una richiesta che parte con carattere di urgenza: un mese, sotto Pasqua. E ora lo step due: accontentare il Pd in giunta


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Riccardo Righi affida la comunicazione sul bilancio del comune di Carpi a Ciao Comunicazione. La società modenese che già ha servito la Regione, il Comune di Modena e l’europarlamentare Stefano Bonaccini. Farà discutere. Intanto per la sostanziosa cifra: quasi 75.000 euro. E per il metodo: niente bando, tempi stretti, scelta finale fra pochi preventivi e trattativa privata. Uno schema che ricorda da vicino quelli del cosiddetto “Carpigate”. E la chiudiamo subito: se allora non c’è stato illecito, non c’è neanche oggi. Il punto non è giudiziario: è politico.

Perché si chiamerà anche “rendicontazione sociale e di sostenibilità”, ma non si tratta di redigere bilanci, non si tratta di analizzarli, non si tratta di valutarli: si tratta di raccontarli e basta. Vendendoli nel modo migliore possibile. Con infografiche, post, reel, tutto bello tempestato di brillantini. Sociale, in questo caso, non significa “con ricadute sui più deboli”. Significa “social”. Comunicazione. Narrazione. Immagine. Propaganda politica.

E i tempi sono illuminanti: una richiesta che parte dall’Ufficio di Gabinetto del Sindaco, con carattere di urgenza: un mese, sotto Pasqua. Un atto che richiama provvedimenti di giunta ancora da deliberare, anticipandoli. La domanda è semplice: perché tutta questa fretta?
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L’unica risposta possibile arriva dal clima politico, teso all’inverosimile.

Dopo il sondaggio sulla percezione dei cittadini su Carpi, circolato nei giorni scorsi, qualcosa si è mosso. Perché dietro quell’apparente 70% di favorevoli, si nasconde un dato meno brillante: una valutazione media che si aggira sotto la sufficienza, che in politica pesa come un macigno. Specie per chi con quel 70% ci ha vinto facile neanche due anni prima. Il PD lo vede, lo percepisce, lo sente nei circoli, nelle associazioni, sul territorio. E prova a reagire.
Secondo ricostruzioni da corridoio, a Righi sarebbe stato chiesto un cambio di passo. Un rilancio. Su due direttrici chiave: comunicazione e assetto politico. Con una scadenza.

La prima direttrice è immediata: entri in gioco Ciao. La prima tranche di versamenti – circa 25 mila euro immediati – serve a rimettere in moto la macchina narrativa. Raccontare meglio, di più, in stile PD. E subito.

La seconda direttrice è più complessa. E passa dal famoso totonomine: perché Righi deve ancora nominare il sostituto di Alessandro Di Loreto, già assessore all’urbanistica travolto – suo malgrado – dallo scandalo Amo. E quello di Paolo Malvezzi, assessore ai Lavori Pubblici, che dovrebbe uscire di scena entro l’estate.
Sul tavolo i soliti nomi: Daniela Depietri, Giovanni Maestri, Paola Borsari, Carlo Affuso, Stefania Gasparini. Tutti PD. Il partito prova a riprendersi le leve, anche a costo di ridimensionare la componente civica. E per imbrigliare al meglio il sindaco forse non tesserato, mette la segretaria cittadina in giunta, come a Modena.

La scadenza è fine 2026. È quello l’orizzonte entro cui verificare se il rilancio di Righi funziona. In caso contrario lo scenario potrebbe diventare più duro: un PD di traverso sul bilancio, crisi politica formale e voto assieme alle politiche del 2027.

Magath
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Dietro allo pseudonimo Magath un noto personaggio modenese che racconterà una Modena senza filtri. La responsabilità di quanto pubblicato da Magath ricade solo sul direttore della testata.  Ci sono...   

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