A mostrare il Re nudo è stato Giancarlo Muzzarelli che ieri, con una dichiarazione rabbiosa, ha attaccato i vertici del suo partito. 'Anziché preoccuparsi di fare politica si ricorre a dietrologie dannose e non trasparenti. Non è colpa dei giornalisti, purtroppo, ma di un metodo di lotta politica incentrato sugli organigrammi invece che sulle idee ed è un danno per il Pd. Non accetto che si utilizzi il mio nome ad arte per coprire scelte, azioni, candidature di altri: non usate il mio nome per i vostri giochi' - ha detto l'ex sindaco chiamandosi fuori dalla giostra delle (auto)candidature.
Parole mai così chiare e che parlano più e meglio di qualsiasi commento politico. Muzzarelli mostra il Re nudo, ma non si accorge che, nello svestirlo, sveste anche se stesso. La politica Pd a Modena è esattamente questo: organigrammi e tentativi di affossare il proprio compagno di partito per ottenere qualcosa in più per se stessi. Probabilmente il discorso si potrebbe estendere anche agli altri partiti (basti pensare a Fdi con il tentativo del leader Michele Barcaiuolo di sostituire in parlamento la collega Daniela Dondi in favore della moglie Annalisa Arletti) e alle altre città, ma l'anomalia modenese aggrava ancor più il modello. Nella Modena che non cambia mai, governata da 80 anni dalla stessa parte politica, i dirigenti Pd sono ormai completamente disinteressati dalla responsabilità di guidare e sostenere il governo del territorio, presi come sono dalle proprie scalate e dalle proprie ambizioni.
Così Vaccari si candida in anticipo sapendo di essere al capolinea e provando a giocare il tutto per tutto, Muzzarelli si chiama fuori con un 'not in my name' che meriterebbe ben altre battaglie e Stefano Bonaccini sta in silenzio dopo aver già contrattato con il segretario Elly Schelin - in cambio della soppressione della sua
Un atteggiamento del tutto autoreferenziale che l'arrivo di un sindaco come Massimo Mezzetti, estraneo a questi meccanismi (non solo perchè non iscritto al Pd, ma anche perchè lontano per cultura ed esperienze dalle palude modenesi), ha fatto emergere con ancor più evidenza e per questo - nonostante la sua certa fede di sinistra - è diventato il nemico numero uno del gruppo Dem di Modena guidato dall'asse cattolico Diego Lenzini-Fabio Poggi.
Ecco, il Pd sotto la Ghirlandina, per dirla con Pierluigi Bersani, è quest'acqua qua.
Giuseppe Leonelli
Iscriviti al Canale WhatsApp de La Pressa

(1).jpg)

