'È questo che vogliamo lasciare alle future generazioni? La nostra salute non vale proprio nulla di fronte agli interessi economici in gioco? La Lega di Modena si è sempre battuta per una dismissione dell’inceneritore anticipata rispetto alla scadenza, già fin troppo lontana, del 2034. Le dichiarazioni dell’Amministratore delegato di Hera ci hanno lasciato senza parole'. A parlare è Giovanni Bertoldi, Capogruppo della Lega in Consiglio comunale.
'L’Amministratore Delegato di Hera, Orazio Iacono, ha smentito tutti i bellimbusti della sinistra e le loro rassicurazioni: l’inceneritore non chiuderà nel 2034. E chissà quando chiuderà. Ci stanno prendendo in giro da decenni. E pensare che ci raccontavano che, aumentando la raccolta differenziata, sarebbe stato possibile anticipare la dismissione dell’impianto addirittura prima del 2034. Noi, i nostri figli e probabilmente anche i nostri nipoti continueremo a respirare le emissioni inquinanti prodotte da un inceneritore alimentato anche da rifiuti industriali (rifiuti speciali) e da rifiuti provenienti da mezza Italia, soltanto per soddisfare l’insaziabile avidità di Hera. E tutto questo a quale prezzo? Quanti morti, quante nuove patologie respiratorie e cardiovascolari dovremo ancora mettere in conto?
Quale sarà il costo sanitario e ambientale che la nostra comunità dovrà sopportare per decenni?''Tra l’altro, questa vicenda dimostra la totale inutilità della presenza in Hera di un vicepresidente nominato dal Comune di Modena, Tommaso Fabbri, che evidentemente sembra rassegnato a perseguire gli interessi della società per azioni anziché quelli della comunità che lo ha nominato. Ricordo ancora una frase pronunciata da Muzzarelli in Consiglio comunale: “Hera siamo noi”. No, Hera persegue i propri interessi economici e ci restituisce soltanto una parte dei suoi utili, quasi fosse un modo per tenerci buoni. Ma evidentemente, per la sinistra, la tanto sbandierata “visione” della città passa attraverso inquinamento, degrado, violenza e criminalità. Esattamente agli antipodi della visione di città che abbiamo noi' - conclude Bertoldi.

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