'In questi giorni abbiamo raccolto sui social i commenti dei cittadini che si dimostrano molto preoccupati per il peggioramento costante dei servizi di assistenza. Presenteremo un'interrogazione affinché tutta l' amministrazione chieda di essere coinvolta ed informata sul futuro dei nostri ospedali. Riteniamo che si siano susseguiti anni di programmazione politica in ambito sanitario, probabilmente troppo visionaria e poco aderente alla realtà che oggi ci presenta un conto salato. Chiediamo che si fermi l’improvvisazione di progetti che cambiano come la direzione del vento. Delle idee che si susseguono senza una direzione chiara priva di certezze nel futuro. Le dichiarazioni del sindaco e dei due direttori sanitari paiono del tutto insufficienti a rassicurare i cittadini che sono stanchi di vedere sfuggire dalle proprie mani un servizio sanitario la cui eccellenza resta ormai solo un ricordo - continuano Boni e Zanoli -. In questo scenario desolante, l'annuncio di investimenti pari a circa 500 milioni di euro, per la realizzazione di un super ospedale a Baggiovara, accresce in noi il timore che ancora una volta nessuno garantirá ai cittadini, che tutto verrà portato a termine. Perché le parole sono solo parole e vengono dimenticate velocemente Infatti in questi anni le parole date si sono perse nella moltiplicazione delle idee come la costruzione di nuove strutture, le ristrutturazioni, diversi progetti avviati e successivamente abbandonati. Una successione di scelte, a volte anche in contrasto fra loro, che ha contribuito ad alimentare il sospetto che non ci sia una reale capacità di garantire coerenza e un uso appropriato delle risorse pubbliche. Al Policlinico, ogni nuovo direttore generale sembra aver sentito la necessità di lasciare il proprio imprinting introducendo spesso strategie differenti da quelle scelte dal predecessore. C’è chi ha considerato il Policlinico una struttura da preservare e da mantenere efficiente, chi, invece, sembrava orientato a ridimensionarne la funzione, ridistribuendo servizi e attività. Un ospedale non può rimanere in ostaggio di ogni nuova dirigenza, dei ripensamenti e di visioni contrapposte'.


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