Questa sera Forza Italia ha riunito in videoconferenza i propri consiglieri comunali della provincia di Modena per affrontare il tema della riorganizzazione della rete ospedaliera e, in particolare, l'ipotesi di realizzare un nuovo grande ospedale a Baggiovara, con un investimento annunciato di 550 milioni di euro.
'Riteniamo folle l'idea di concentrare su un'unica operazione risorse di questa portata, senza aver prima valutato e discusso pubblicamente le ricadute sul Policlinico e su tutti gli altri ospedali della provincia. Si tratta di una scelta destinata a condizionare la sanità modenese per i prossimi decenni, rispetto alla quale non è stato avviato alcun reale confronto con il territorio. È paradossale che un partito che si definisce democratico e che dichiara di mettere la partecipazione al centro della propria azione politica possa immaginare di assumere decisioni così importanti nelle segrete stanze. Ancora più sorprendente è che, a quanto emerso, neppure i consiglieri regionali del territorio fossero stati messi a conoscenza di un'operazione di questa portata. Se questo è il metodo, siamo davanti a un problema non soltanto sanitario, ma anche istituzionale'. Così Antonio Platis, Enrico Fontana e Giovanni Botti, rispettivamente responsabile organizzazione, commissario provinciale e segretario cittadino di Fi.
Nel corso dell'incontro sarà stilato un documento sulle possibili conseguenze all'intera rete provinciale, dal Policlinico agli ospedali di Mirandola, Carpi, Sassuolo, Pavullo e Vignola.
Le valutazioni emerse e le proposte di Forza Italia saranno illustrate domani, sabato 17 ottobre, alle ore 10.45, durante un breve presidio 'azzurro', con i messaggi «Salviamo il Policlinico» e «Salviamo la Rete Ospedaliera Provinciale».'Non siamo contrari a priori ad alcun ché, ma pretendiamo che siano inseriti in una programmazione trasparente, equilibrata e condivisa. Non si può decidere il futuro di un'intera provincia senza coinvolgere chi la rappresenta e senza spiegare ai cittadini quali servizi saranno garantiti e quali rischiano di essere ridimensionati'.


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