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Policlinico svuotato, Fials contro Mezzetti: 'Fuori gli atti, la sanità modenese non si riorganizza a colpi di interviste'

Policlinico svuotato, Fials contro Mezzetti: 'Fuori gli atti, la sanità modenese non si riorganizza a colpi di interviste'

'Chiediamo gli studi che confrontano la ristrutturazione del Policlinico con la costruzione del nuovo polo: costi, benefici, tempi e conseguenze assistenziali'


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'Un’operazione da circa 550 milioni di euro, destinata a incidere per decenni sulla sanità modenese, non può essere affidata agli annunci. Servono atti, coperture finanziarie, progetti e responsabilità precise. Chi prospetta un nuovo polo ospedaliero a Baggiovara deve spiegare cosa accadrà al Policlinico, ai suoi reparti e alle persone che ogni giorno vi lavorano e si curano'.

È la posizione di Alfredo Sepe, segretario regionale FIALS Emilia-Romagna, sulle ipotesi di ampliamento di Baggiovara e di ridefinizione delle funzioni del Policlinico di Modena.

FIALS ha predisposto una richiesta di accesso civico generalizzato, indirizzata a Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna, Azienda Ospedaliero-Universitaria e Azienda USL di Modena, per acquisire la documentazione alla base delle ipotesi illustrate pubblicamente. 'La prima domanda è semplice: quei 550 milioni sono disponibili oppure rappresentano una stima ancora da finanziare? – incalza Sepe –. Vogliamo conoscere gli eventuali stanziamenti, gli impegni di spesa, le fonti di finanziamento e gli oneri che ricadranno sui bilanci sanitari. Una cifra annunciata non basta a garantire la realizzazione di un ospedale'.


La richiesta comprende tredici categorie di documenti: atti di programmazione, studi di fattibilità, confronto tra alternative, quadri economici, finanziamenti, trasferimenti dei reparti, posti letto, personale, appalti, destinazione degli immobili e cronoprogrammi.

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'Il futuro del Policlinico deve essere chiarito reparto per reparto. Quali attività resteranno? Quali saranno trasferite? Con quanti posti letto e con quali organici? Come sarà garantito il pronto soccorso e con quali supporti specialistici? Non accetteremo formule rassicuranti prive di un piano verificabile'.


Per FIALS, un nodo decisivo riguarda anche il rapporto tra la nuova ipotesi e gli investimenti già programmati al Policlinico. 'Sono stati annunciati interventi sul Materno-Infantile, sulle sale operatorie e sugli impianti. Le amministrazioni devono spiegare come questi investimenti si inseriscano nel futuro assetto. Ogni euro pubblico deve avere una destinazione chiara e un’utilità dimostrabile. Chiediamo gli studi che confrontano la ristrutturazione del Policlinico con la costruzione del nuovo polo: costi, benefici, tempi e conseguenze assistenziali'.

L’attenzione del sindacato si estende agli ospedali di Carpi, Mirandola, Sassuolo, Vignola e Pavullo.


'La riorganizzazione va valutata sull’intera provincia. Vogliamo conoscere gli effetti sulle specialità, sui tempi di accesso alle cure e sui percorsi dell’emergenza. Un nuovo edificio, da solo, non aumenta l’assistenza: servono professionisti, posti letto e servizi realmente operativi'. Sepe richiama infine le responsabilità verso il personale: 'Infermieri, OSS, tecnici, amministrativi e lavoratori degli appalti devono sapere quali prospettive li attendono. Trasferimenti, turni, carichi di lavoro e continuità occupazionale devono entrare nel confronto prima delle decisioni definitive.

Chi tiene in piedi gli ospedali non può conoscere il proprio futuro dai giornali'.


'Al Comune, alla Regione e alle direzioni sanitarie chiediamo trasparenza e risposte documentate. Se esistono progetti approvati e finanziamenti assegnati, siano resi accessibili. Se ancora non esistono, lo si dica con chiarezza. FIALS valuterà le scelte sugli atti e sulle conseguenze concrete per lavoratori e cittadini. Su questo non concederemo cambiali in bianco', conclude Sepe.


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