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Policlinico svuotato, Paldino ai Comitati: 'Trasformare ipotesi in decisioni già assunte alimenta preoccupazioni'

Policlinico svuotato, Paldino ai Comitati: 'Trasformare ipotesi in decisioni già assunte alimenta preoccupazioni'

'Sul futuro dell'ospedale ho offerto la mia disponibilità al confronto, rammaricato per il rifiuto dei comitati'


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«La sanità è una cosa troppo seria per diventare terreno di scontro e contrapposizione. Quando si parla del futuro del Policlinico di Modena, dei servizi sanitari e degli investimenti che riguardano i prossimi decenni, abbiamo il dovere di mettere al centro i cittadini e il loro diritto alla salute».

A dichiararlo è Vincenzo Paldino, consigliere regionale, capogruppo dei 'Civici con de Pascale' in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e presidente del Comitato regionale consumatori e utenti (CRCU), intervenendo nel dibattito sul futuro del Policlinico di Modena.


«In questi giorni ho seguito con attenzione le preoccupazioni espresse da cittadini e comitati. Proprio per questo ho manifestato pubblicamente la mia disponibilità a incontrare i loro rappresentanti, per ascoltare le ragioni delle preoccupazioni, approfondire le questioni sollevate e contribuire a fare chiarezza sul futuro della sanità modenese».


«Devo però prendere atto, con sincero rammarico, che questa disponibilità non è stata accolta. Una scelta che naturalmente rispetto, ma che faccio fatica a comprendere. La Regione Emilia-Romagna - prosegue Paldino - ha competenze fondamentali nella programmazione sanitaria, nell’organizzazione della rete ospedaliera e nella pianificazione degli investimenti. Trovo quindi singolare che chi chiede chiarezza sul futuro del Policlinico non ritenga utile confrontarsi anche con un rappresentante dell’Assemblea legislativa regionale».


«La mia proposta nasceva esclusivamente dalla volontà di favorire un dialogo serio, aperto e costruttivo.

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Non certamente dalla pretesa di avere tutte le risposte, ma dalla convinzione che il confronto tra cittadini, associazioni e istituzioni rappresenti sempre la strada migliore per affrontare questioni così delicate. Occorre inoltre fare chiarezza su un aspetto fondamentale: per quanto mi risulta, ad oggi non è stato adottato alcun provvedimento che disponga la chiusura del Policlinico di Modena. Esistono ipotesi e riflessioni sul futuro dell’organizzazione sanitaria, che dovranno essere approfondite, valutate e discusse nelle sedi competenti».


«Trasformare ipotesi in decisioni già assunte rischia di alimentare preoccupazioni tra i cittadini senza contribuire a un dibattito realmente costruttivo. Voglio essere altrettanto chiaro su un altro punto - aggiungere il consigliere regionale -: il diritto di manifestare è sacrosanto e nessuno può metterlo in discussione. Comprendo le preoccupazioni di chi teme un ridimensionamento dei servizi sanitari e ritengo assolutamente legittimo chiedere risposte precise e garanzie per il futuro. Ma proprio perché parliamo di un tema così importante, credo che chi si propone di rappresentare le istanze dei cittadini debba essere disponibile ad ascoltare tutti gli interlocutori istituzionali, senza preclusioni. Non si difende la sanità rifiutando il confronto.

La si difende chiedendo risposte, verificando i fatti e contribuendo a costruire soluzioni. Il Policlinico di Modena rappresenta un patrimonio sanitario, professionale e umano straordinario, che deve essere tutelato e valorizzato. Su questo non possono esserci ambiguità».


Conclude Paldino: «Anche nella mia veste di presidente del Comitato regionale consumatori e utenti, considero la tutela del diritto alla salute, la qualità dei servizi e l’accessibilità alle prestazioni sanitarie questioni centrali, sulle quali è indispensabile mantenere un dialogo costante con i cittadini e le loro rappresentanze. Da parte mia continuerò a lavorare affinché Modena possa contare su una sanità pubblica forte, con servizi di qualità e investimenti adeguati. La mia disponibilità al confronto rimane immutata, anche nei confronti di chi oggi ha ritenuto di non accoglierla. Non considero il dialogo una concessione, ma uno strumento indispensabile per affrontare i problemi. Mi auguro che nelle prossime settimane si possa riportare la discussione sul merito delle questioni, superando contrapposizioni che rischiano soltanto di allontanarci dalle risposte che i cittadini attendono. Perché il futuro della sanità modenese non ha bisogno di muri, ma di confronto, responsabilità e soprattutto chiarezza».

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