Ieri nei palazzi romani è riapparso l'ex leader di An Gianfranco Fini. Fini, oggi 70enne, da anni, dopo l'uscita di scena da presidente della Camera, non interveniva più sulle vicende di politica e lo ha fatto ieri per appoggiare Giorgia Meloni. In un incontro con la stampa estera, Fini ha difeso la leader di Fratelli d’Italia escludendo il rischio di derive sovraniste. Non solo. Ha anche assicurato anche che la fiamma tricolore nel simbolo dell’Msi, di Alleanza nazionale prima e di Fdi poi 'non c’entra col fascismo. Noi abbiamo chiuso i conti con quel passato'. Rievocando la carriera di Giorgia Meloni, Fini ha ricordato che all’epoca della svolta di Fiuggi, la scelta di abbandonare i riferimenti ideologici al fascismo che poi portò nel ‘95 allo scioglimento dell’Msi e alla nascita di Alleanza nazionale, la leader di Fdi 'non se ne andò via, non ha mai preso una posizione contraria, anzi ha votato a favore'.
L'ex presidente della Camera, come riporta Repubblica, ha rivendicato di essere stato lui, anni fa, ad averle affidato 'il ruolo istituzionale di vicepresidente della Camera. E in quel ruolo ha fatto bene e persino un politico di sinistra come Fausto Bertinotti non ne parlerebbe male. Meloni può piacere o meno, ma ha principi e coerenza. È tenace ed è cosciente delle difficoltà che abbiamo davanti'.
Riappare Gianfranco Fini e parla bene della Meloni con stampa estera
L'ex leader di An assicura: 'La Fiamma non c’entra col fascismo. Noi abbiamo chiuso i conti con quel passato'
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