'Come ci siamo arrivati a questo punto? Qual è il nostro delitto? Aver disobbedito all'ordine di vaccinazione - afferma Raffaella Regoli -. Io lo avrei anche fatto il vaccino a patto che la responsabilità non fosse la mia. Ma così non è, allora non ci sto e difendo la mia libertà di scelta, la mia libertà di scelta di cura. Perchè tu, caro Governo, non ti prendi la responsabilità e non mi dai sicurezza su questo vaccino. Della Democrazia tu, Governo, hai fatto questo: un rotolo di carta igienica. I diritti fondamentali, compresa la non discriminazione delle minoranze, sono stati ridotti a carta straccia. Sta cambiando la narrazione di questo Paese: questa non è più una democrazia fondata sul lavoro, ma una democrazia fondata sul Green Pass. In questo glorioso Paese di democratico c'è rimasto solo il Covid che non distingue tra contagi di vaccinati e non vaccinati'.
'Noi ci ritroviamo a casa agli arresti domiciliari, come banali delinquenti. Come siamo arrivati a questo? - continua Raffaella Regoli -. Ricordo che la Regione Lombardia tutti i mesi dal mio stipendio lordo preleva una cifra consistente per la sanità e quindi ho il diritto di essere curata come tutti i cittadini. Quei soldi sarebbero dovuti servire a curare tutti noi. E non voglio nemmeno aprire il dramma degli anziani confinati nelle Cra'.
'Ma io a questa narrazione non ci sto, io continuerò a fare la sola cosa che so fare: quella di continuare a raccontare - chiude la giornalista Mediaset -. Attraverso i social, con video e scrivendo un diario. Perchè io non ci sto a far diventare norma la discriminazione delle minoranze: nella mia famiglia sono tutti vaccinati, anche mio figlio. Io ho scelto di non vaccinarmi: io rispetto la loro scelta, loro rispettano la mia. Ecco, dove sei cara sinistra, mia sinistra, a difendere i diritti costituzionali fondamentali?'.



