A metterlo in chiaro e' la Regione, che ha messo in piedi una task force per monitorare e gestire la situazione. Questa mattina si e' riunita l'unita' di crisi regionale istituita ad hoc, per fare il punto della situazione. Al momento e' stato deciso che chi non presenta sintomi 'non sara' messo in quarantena'. Inoltre e' stato individuato il laboratorio di riferimento regionale, che sara' la microbiologia del Policlinico Sant'Orsola di Bologna, gia' oggi centro di emergenza regionale per le infezioni, attivo sette giorni su sette e in grado di eseguire i test in poche ore per verificare la presenza o meno del virus.
Ad oggi, nell'arco di una settimana, sono stati analizzati quattro casi a livello regionale, tutti rivelatisi semplici influenze, su persone rientrate dalla Cina. Inoltre, delle 700 telefonate al numero verde del ministero (1500) solo una al momento ha interessato l'Emilia-Romagna. A fare il punto, oggi in conferenza stampa, e' Licia Petropulacos, direttrice della Sanita' in Regione, insieme ad Adriana Giannini, responsabile del servizio prevenzione collettiva di viale Aldo Moro, oltre a Maria Carla Re e Pierluigi Viale del Sant'Orsola. 'Al momento non ci sono casi in Italia e in Emilia-Romagna- afferma Petropulacos- sui giornali sono uscite tutte situazioni che non avevano neanche la definizione di caso, ma su cui erano in corso accertamenti per capire se c'era o no l'infezione. E l'esito e' sempre stato negativo'.
Secondo Petropulacos, la probabilita' che il virus si diffonda e faccia vittime in regione 'e' bassissima, quasi zero. In Emilia-Romagna ci preoccupa di piu' l'influenza del coronavirus. Ma dobbiamo comunque comportarci con la massima prudenza'.
Da questo punto di vista, sottolinea la dirigente, 'il nostro Paese ha messo in campo azioni tutelanti anche per gli arrivi in aeroporto. Noi siamo in stretto contatto col ministero e l'Istituto superiore di sanita'. Vengono costantemente aggiornate le indicazioni, che a livello regionale traduciamo in linee operative per le nostre aziende su come comportarsi'. L'Emilia-Romagna ha quindi disposto che, 'se una persona e' stata nelle zone a rischio ma non ha sintomi, non deve fare nulla'. Se i sintomi sono lievi deve contattare il medico di famiglia o la guardia medica, mentre nei casi piu' seri 'si andra' a graduare l'intervento a seconda della gravita' dei sintomi o del tipo specifico di esposizione, per mantenere la massima sicurezza per la cittadinanza e per la persona'.


