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Drone anti black-out sorvola l'Emilia-Romagna, primo in Italia

Drone anti black-out sorvola l'Emilia-Romagna, primo in Italia
Drone anti black-out sorvola l'Emilia-Romagna, primo in Italia

Autorizzazione speciale concessa a In Rete per fare volare il drone a più di 5 km dal pilota. Scopo, ispezionare il funzionamento delle linee

Autorizzazione speciale concessa a In Rete per fare volare il drone a più di 5 km dal pilota. Scopo, ispezionare il funzionamento delle linee


3 minuti di lettura

Per la prima volta in Italia un drone ha volato fino a cinque chilometri di distanza dal pilota, quindi ben oltre la sua vista, grazie ad una specifica autorizzazione (basata sullo scenario europeo Pdra-G02 applicata ad un particolare contesto). Il sorvolo in questione si chiama Bvlos (Beyond Visual Line Of Sight) e l'autorizzazione unica nel suo genere, targata Enac, l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, è stata rilasciata a Inrete, la società del gruppo Hera che gestisce l'attività di distribuzione del gas naturale e dell'energia elettrica nei territori serviti in Emilia-Romagna.

Lo scopo di tutta l'operazione è stato quello di ispezionare il buon funzionamento delle linee elettriche della città, mirate a evitare interruzioni di corrente. In questo modo, fra l'altro, si 'risparmia' sia sulle potature di alberi sia sull'impiego degli elicotteri, gli attuali metodi consolidati di ispezione delle rete elettrica.
In ballo, confermano da Hera, c'è dunque un'autorizzazione valida per ampie zone con tipologie simili e non solo per alcune aree limitate, utile per ispezionare con i droni gli oltre 1.500 chilometri di linee elettriche in media tensione installate in gran parte nella provincia di Modena e nell'area di Imola, su terreni che vanno dalla pianura alla montagna, comprendendo quindi tutte le possibili difficoltà operative.
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Le modalità di volo adottata, in particolare, prevede generalmente una quota di 40-50 metri dal suolo rispettando i criteri di sicurezza sia per la popolazione sorvolata sia per gli altri aeromobili. 'Ed è sempre garantito il completo rispetto delle condizioni di privacy', puntualizzano da Inrete. Attualmente, le ispezioni per verificare lo stato di salute delle linee elettriche e le interferenze, tra vegetazione e alberi, richiedono interventi di potatura e vengono portate avanti prevalentemente da operatori a piedi, percorrendo la linea da terra con visori e binocoli oppure, dal 2015, sorvolando le reti con gli elicotteri. In questo modo è possibile la rilevazione visiva di eventuali anomalie degli impianti, per pianificare interventi di manutenzione preventiva e così scongiurare possibili interruzioni elettriche dovute a cedimenti di piante oppure a ostruzioni sulla linea. Attraverso i test realizzati da Inrete nel modenese, che si sono conclusi con successo nei giorni scorsi, è stata confermata quindi la possibilità tecnica di integrare i droni 'Bvolos' alle 'vecchie' procedure, mantenendo e possibilmente migliorando il livello di analisi diretta e l'accuratezza dei dati raccolti.
'Questo modo di operare, infatti, consente operazioni a distanza- rimarca Inrete- ben oltre la soglia dei 500 metri del volo tradizionale a vista già sperimentato in passato da Inrete, mantenendo tuttavia la visibilità sul display e la possibilità di intervento da parte del pilota, rendendo così più ampie le possibilità di utilizzo dei droni'.
Per ottenere il risultato, è stato creato un team con al proprio interno competenze tecnologiche ed esperienze diverse: oltre a Inrete, hanno lavorato Microgeo, che ha fornito il drone e l'assistenza tecnologica su tutti i test preliminari e durante il volo, North West Service, per il supporto all'iter autorizzativo, la programmazione delle missioni e l'assistenza al volo, Visimind, con l'analisi e l'interpretazione dei dati acquisiti e Telespazio/e-Geos, per le analisi preliminari di natura cartografica e le analisi del rischio.
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