Ora cosa dobbiamo aspettarci? - chiediamo ai referenti dell'associazione in cui spicca anche un nome ormai noto nella vertenza accesa da anni, il modenese Stefano Forti, che da anni pone la questione del regolamento all'attenzione del comune e dell'opinione pubblica.
“Quello che ci aspettiamo ora è che il Comune riscriva il regolamento in conformità con la legge, e rimborsi le persone che hanno pagato più del dovuto. E' successo a Parma dove si è veriicata una situazione analoga a quella modenese, e chiediamo che il Comune di Modena si comparti allo stesso modo. È un atto dovuto, oltre che giusto. È finito il tempo degli escamotage: il sistema costruito da Modena sin dal 2017 per calcolare la compartecipazione è stato demolito, anche dopo tentativi maldestri di modificarlo per renderlo meno attaccabile. Ma le sentenze parlano chiaro.” - afferma la Presidente.
“Il TAR ha azzerato tutto' - sottolinea Forti. 'Tutti i regolamenti adottati dal Comune in questi anni sono stati dichiarati nulli. Ora, nell'immediato, l’amministrazione ha un tempo limitato per informare gli utenti, così come fece per comunicare gli aumenti. Dovrà dire chiaramente che i regolamenti non sono più validi.”
Secondo Forti, la strada da seguire è chiara e già tracciata da altre amministrazioni: “Il Comune di Parma ha adottato un modello trasparente, basato su una formula semplice che parte dal costo massimo del servizio e lo rapporta all’ISEE dell’utente, calcolando in modo equo la quota dovuta. Serve un sistema lineare, comprensivo anche del trasporto, come impone la normativa nazionale. Bastano pochi fogli Excel per farlo.” Ma anche nel momento in cui il Comune scrivesse ed approvasse un nuovo regolamento in linea con la normativa, rimarrebbe aperto il tema dei rimborsi. In conferenza stampa il padre di una ragazza disabile che frequenta un servizio diurno per disabili a Modena.
Il problema, spiega, è a monte: “I servizi sociali dovrebbero richiedere l’ISEE ristretto del soggetto disabile, non quello dell’intera famiglia. Se la persona con disabilità è nullatenente, come nel caso di mia figlia, non si può far ricadere tutto sul nucleo familiare. Così si scarica il peso economico su chi già affronta ogni giorno difficoltà enormi.”. Nella conferenza stampa vengono ricordati i tanti casi di famiglie che hanno dovuto vendere la casa o altri beni per potere continuare a garantire un servizio di assistenza a famigliari in difficoltà che la legge definisce essere un diritto.
Tornando alle azioni e ai possibili risvolti legati alle sentenze c'è anche un piano politico. In conferenza stampa tra il pubblico, erano presenti anche i Consiglieri capogruppo di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi e Giovanni Bertoldi, che negli anni hanno seguito la vicenda dei ricorso e presentato atti, anche in relazione al regolamento modificato dal Comune nel 2021,ma non capace di fornire quel rispetto della normativa che le sentenze del Tar hanno ora imposto.
Gi.Ga.


