'I diritti dei minori sono fondamentali per il nostro presente ed il nostro futuro. Quando si è manifestato il grande lavoro svolto dai servizi sociali dell'Unione dei Comuni della Val D'Enza rispetto al tema degli abusi sui minori, nel marzo del 2015 abbiamo (come Regione), promosso una audizione in Regione dove si è potuto evidenziare il grande lavoro di approfondimento e di competenze fatto questi temi così delicati. Nel corso dell'audizione, insieme al garante per l'infanzia della Regione emilia-romagna, abbiamo avuto la consapevolezza la necessità di una strutturazione maggiore dei protocolli e dalle linee di indirizzo ancora più profonda all'interno delle nostre comunità. Ciò ci ha reso partner di una esperienza che noi riteniamo esemplare per tutta la regione Emilia Romagna ed è per questo che ringrazio gli amministratori'
Così Roberta Mori, consigliere regionale Pd e presidente della Commissione regionale parità e diritti alla persone, aprendo ed introducendo, nel maggio del 2016, il convegno organizzato a Bibbiano (Comune finito nell'inchiesta Angeli e Demoni insieme al suo sindaco, arrestato), dall'Unione comuni del Val D'Enza (i cui servizi sociali sono anch'essi al centro dell'inchiesta) e del Cimai, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna.
Parole importanti, di elogio, quelle della presidente della commissione, che, come da lei sottolineato, portavano ben oltre al riconoscimento di una esperienza positiva, ma arrivavano alla condivisione politica ed istituzionale della stessa, tale da considerarla un modello esportabile.
Ma quel video dell'intervento che molti avevano dimenticato, proprio alla luce delle nuove dichiarazioni è tornato popolare e di stretta attualità, almeno sul piano politico, ora monopolizzato, a livello regionale dalla discussione sulla legge sulla Transomofobia di cui la stessa Mori è relatrice.
'Si tratta di portare avanti attività impopolari perché gli effetti si vedranno negli anni - affermava la Mori al convegno di Bibbiano in riferimento all'attività dei servizi sociali e al modello adottato sul piano degli abusi sui minori - ma quando i principi di riferimento non sono solo quelli della carta dei diritti dei Fanciulli, della convenzione delle Nazioni Unite, ma soprattutto la nostra Costituzione, non ci sono dubbi.
Gi.Ga.


