L'Istituto Superiore della Sanità ha definito questa inversione come una vera e propria “rottura” delle tendenze alla diminuzione della mortalità ravvisabile a inizio 2020. Una rottura forte, soprattutto in due regioni: Lombardia ed Emilia-Romagna. In Lombardia si passa da una diminuzione dei decessi del 7,5% nel bimestre gennaio-febbraio 2020 - rispetto alla media nello stesso periodo 2015-2019 - ad un aumento del 185% nel mese di marzo. A seguire, come detto, l’Emilia Romagna, con un aumento del 70%, il Trentino Alto-Adige (65%), e le Marche la Liguria e il Piemonte, con incrementi dell’ordine del 50%.
Guardando ai dati assoluti dei decessi, dal 20 febbraio al 31 marzo del 2020, in Emilia-Romagna si sono registrano 8739 decessi rispetto allo stesso periodo 2015-2019, quando erano 5631. Degli 8739, ben 1890, pari al 21,6%, del totale sono quelli che l'ISS riconduce esclusivamente al Covid. Il famoso 'da' Covid, rispetto al 'Con' Covid. Ciò signfica che il resto del campione analizzato presentava, tra le cause di morte, oltre al Covid altri elementi e patologie che al Covid si sono unite.
Sul discusso punto relativo alla morte 'da' o 'con' Covid molto chiari sono i dati, diffusi sempre dell'Istituto Superiore di Sanità, aggiornati, a livello nazionale, al 14 maggio. Su un campione di 2848 deceduti dei quali è stata analizzata la cartella clinica attestante l'esistenza o meno di patologie pregresse rispetto al contagio da Coronavirus, è emerso che 111 pazienti (3,9% del campione) presentavano 0 patologie, 425 (14,9%) presentavano 1 patologia, 608 (21,3%) presentavano 2 patologie e 1704 (59,8%) presentavano 3 o più patologie.
I dati rappresentano però un campione, seppur rappresentativo, ancora ridotto rispetto al totale dei deceduti positivi al Coronavirus. E' chiaro anche ai meno esperti che ci vorrà ancora tempo per avere l'esatto quadro dell'incidenza reale, e non solo tendenziale, del virus rispetto alla mortalità.


