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Fiumi in secca, da ottobre -36% di precipitazioni

Fiumi in secca, da ottobre -36% di precipitazioni

La disponibilità di acqua per uso domestico in Emilia Romagna non è a rischio, ma l'anomala siccità invita già ora a comportamenti virtuosi in vista dell'estate


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Dopo tre mesi senza pioggia nel nord, in Emilia-Romagna è già allarme siccità. E la Regione mette sotto osservazione non solo i sistemi di irrigazione nei campi, ma anche i consumi domestici. Ad oggi, infatti, 'non accenna a cambiare l'attuale anomalia meteo-climatica- si spiega da viale Aldo Moro- caratterizzata da scarsissime precipitazioni e temperature più elevate rispetto alla media del periodo'. Inoltre, stando alle previsioni di medio termine e stagionali, 'la situazione potrebbe protrarsi ancora nel tempo'. Anche per questo, segnala l'assessore regionale all'Ambiente, Irene Priolo, 'abbiamo attivato la fase di attenzione per gli incendi boschivi già in febbraio, anziché a fine primavera o inizio estate come avviene di solito. E' la prima volta, non era mai successo in passato'. Si tratta insomma di una 'situazione anomala, ma anche un chiaro segnale delle conseguenze del cambiamento climatico', avverte l'assessora. Dallo scorso 1 ottobre a oggi, i valori medi delle precipitazioni sono sempre inferiori alle attese: si parla di 154 millimetri in meno (-36%) rispetto al periodo 2001-2020. Le piogge cumulate sono stimate tra le più basse degli ultimi 20 anni: valori inferiori si sono registrati solo nel 2002, 2007 e 2012.
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Anche i livelli delle portate del fiume Po hanno toccato le quote più basse dal 1991, con la situazione peggiore ('Di siccità estrema') a Piacenza, dove gli indicatori si fermano a -0,49 metri per 293 metri cubi al secondo. Il contenuto idrico dei terreni, inoltre, è stimato 'moderatamente inferiore alla norma' quasi ovunque, ma 'molto inferiore' sul settore nord-est del ferrarese e in aree dei rilievi occidentali, mentre è 'prossimo alla norma' solo in provincia di Forlì-Cesena e sui rilievi del bolognese.

Visto il quadro, la Regione Emilia-Romagna sta già monitorando 'costantemente' l'evoluzione della situazione. Al momento, si assicura da viale Aldo Moro, 'non ci sono problemi di approvvigionamento idropotabile, ma questo deve essere per tutti il momento delle buone pratiche, tecnologiche e comportamentali, volte al risparmio e a un uso sempre più razionale ed efficiente dell'acqua', detta la Regione. Nelle case, ad esempio, si ricorda 'l'importanza di installare apparecchiature idrosanitarie a basso consumo idrico come frangigetto, rubinetti e sciacquoni a basso flusso, oltre ad adottare altri comportamenti virtuosi'. Anche in vista della stagione irrigua, ormai alle porte, in ambito agricolo 'risulta particolarmente importante focalizzare l'attenzione sull'efficienza dei sistemi irrigui e sulla loro gestione, sull'installazione di contatori e sul monitoraggio dei consumi, sull'individuazione di eventuali difetti e perdite delle reti, sulla scelta delle varietà colturali che necessitano meno acqua'.
Per quanto riguarda l'uso industriale e i servizi, infine, la Regione ricorda che 'oltre alle numerose misure tecnologiche e impiantistiche già disponibili a seconda della specificità produttiva, si possono mettere in atto anche altri accorgimenti come l'uso di acque di scarico opportunamente trattate (riuso) e il riutilizzo dell'acqua per la stessa applicazione per la quale era stata originariamente utilizzata (riciclo)
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