Mentre migliaia di pendolari rimanevano in attesa della riapertura di oggi (con un giorno, non annunciato, di anticipo rispetto all'ultima comunicazione ufficiale che la fissava al 29 novembre) una selezionatissima parata di autorità (alcune delle quali abbiamo appreso a loro volta avvertite solo nel tardo pomeriggio di ieri), saliva e posava sulla passerella asfaltata fresca di collaudo. Il tutto accompagnato da una sfilata di supercar rosse, cinque Ferrari e una Alfa Romeo. Con tanto di sgasata e accelerata per gli applausi scroscianti di sindaci e prefetto. Anticipate e seguite da un corteo di mezzi Anas, Polizia di Stato e Polizia Locale in testa, e Carabinieri a chiuderlo, quel corteo. Mentre i cittadini confusi dalla mancanza di comunicazioni ufficiali sull'orario effettivo di apertura (dalla mattina di ieri si alternavano e moltiplicavano voci e indiscrezioni di ogni tipo), guardavano da lontano l'isola felice tinta di rosso. Un oasi di speranza e di vita ritrovata per le migliaia di pendolari obbligati fino ad oggi a percorrere le pericolose alternative da e per Serramazzoni o Coscogno. Mentre le Ferrari sgasanti transitavano prima di tutti, oltre una ora prima, non si sa per quale ostentato e festante lasciapassare di classe. Mentre tanti i cittadini fermati da transenne e blocchi a distanza. Fatti tornare indietro, obbligati a tardare un altro pò per lasciare spazio a quel teatrino sospeso nel tempo e senza senso. Tutto documentato da un video sulla pagina del Nuovo Eco del Frignano
A guardare quell'ostentato, quasi caricaturale e rombante serpentone rosso Ferrari. Una nota decisamente stonata sul piano istituzionale, certamente non degna di quello che sul piano tecnico è stato un lavoro impeccabile.
Ed è un peccato che l'inaugurazione di un lavoro così importante e atteso da una provincia intera sia stata celebrata con un siparietto che sa di improvvisazione, autoreferenzialità e di quel vecchio vizio tutto italiano di confondere le inaugurazioni pubbliche con passerelle private. La riapertura definitiva del viadotto Rio Torto meritava una festa, non una farsa.
Gianni Galeotti

