Ma regolamento comunale non contempla dress code o codici d’abbigliamento degni di Buckingham Palace. Concetto richiamato dal presidente del Consiglio comunale Antonio Carpentieri, che con un intervento quasi da arbitro VAR ha chiarito: “Ogni abbigliamento è consentito, anche i jeans e maglietta, purché rispetti decenza e decoro'. Come dire richiamo fuori luogo da parte del consigliere Bignardi. Anche poi in considerazione del fatto che il consigliere Bertoldi indossava anche la giacca sopra la maglietta. In sostanza nulla di offensivo o inadeguato rispetto al contesto dell'aula consigliare.
Ma la questione fino a quel punto divertente ha assunto alcuni tratti un po' più amari. Visto che il riferimento era all'uccisione di un uomo, Charlie Kirk e la sua effigie rappresentata sulla maglietta del consigliere Bertoldi, che ha motivato di avere voluto indossarla, così: 'Dopo avere visto i commenti orribili sui social, anche da parte di persone vicine alla sinistra, sul funerale partecipatissimo di Charlie Kirk, ho ritenuto importante indossare questa maglietta. Nessuno può pensare di zittire le idee con i proiettili”.
Dichiarazione dichiaratamente condivisibile anche da Bignardi in relazione alla condanna all'uccisione di un uomo soprattutto se per una questione di idee. Il punto è che il consigliere Bignardi non si è fermato lì. Ed è entrato nel merito facendo precisi distinguo, come ne sentisse il bisogno, proprio nel merito delle idee di Kirk. “Condanniamo l’omicidio, certo. Ma abbiamo anche il dovere di dire che certe idee non fanno parte della nostra cultura occidentale, del diritto civile, della società che vogliamo costruire. Dire no all’assimilazione a certi modelli è un dovere”.In breve: condanniamo il gesto, ma ci dissociamo dalla vittima e dalle sue idee. Un distinguo delicato, quel 'ok, d'accordo, però....' in più che assume significato non tanto per il contenuto ma per il fatto di averlo posto quel però, quel distinguo, che ha lasciato un po con l'amaro in bocca.
Gi.Ga.


