Henry Kissinger, l’uomo che visse con due anime inconciliabili – riuscì a vincere il premio Nobel per la Pace mentre resta accusato di crimini di guerra e contro l’umanità-, in queste ore viene celebrato come tra i più grandi “strateghi delle relazioni internazionali”. Lo fu prima da dietro una cattedra, poi dalle stanze dei bottoni (1968-1977), quindi sfornando una serie di saggi best-seller e, per mezzo secolo, dando consigli ben remunerati ai più potenti del pianeta, tra i quali tutti i presidenti dopo Nixon e Ford (non Carter però, che si ostinava a porre i diritti umani d’intralcio alle strategie di politica estera). Kissinger si merita le tante ovazioni?
Redazione Pressa
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