Charles Baudelaire, nato il 9 aprile 1821, modello insuperabile per la generazione dei 'poeti maledetti', è considerato il padre del simbolismo letterario e il percursore del Decadentismo.
La maggior parte degli studiosi lo ritiene uno tra i maggiori geni poetici di sempre.
Nato a Parigi, la sua infanzia fu segnata dalla prematura perdita del padre che influì sul suo carattere. Completati gli studi, si avvicinò alla poesia seguendo le orme degli artisti bohémien e dandosi a una vita dissoluta. Come critico e saggista, nel 1857 pubblicò il suo capolavoro: la raccolta di poesie 'I fiori del male', in essa espresse il concetto di 'poesia pura' senza trattare temi di impegno civile o morale. Fu anche un 'poeta veggente' in grado di trasmettere impressioni indefinite della realtà e di penetrare l'intima essenza delle cose: principi che gettarono le basi della poesia moderna.
Schiavo dell'alcool. Baudelaire morì a Parigi nell'agosto 1867. Il pensiero di Baudelaire ha influenzato molti autori successivi (primi fra tutti i 'poeti maledetti' come Verlain, Mallarmé e Rimbaud), ma anche dli 'scapigliati' come Emilio Praga e Dino Campana.
Il carattere di Charles Baudelaire era complesso ribelle e profondamente inquieto: la sua personalità era intrisa di noia esistenziale. La sua vita era pervasa da un senso di disillusione, angoscia e insoddisfazione, che cercava di superare con l'arte o gli stordimenti.
Il suo desiderio era diviso tra il desiderio spirituale e l'attrazione per la degradazione e il vizio.Nonostante lo stile di vita disordinato, era un intellettuale acuto, critico d'arte raffinato e capace di una profonda autoanalisi. Uno dei temi che fa fulcro alla poesia di Baudelaire è quello dell'amore, che significa anche gusto per la vita, fascino per la bellezza, dove l'esistenza possa trascorrere serena e carica di promesse, ma anche fascino di ogni tipo di trasgressione.



