Continuano le polemiche dopo il naufragio di un gommone che, nella giornata di ieri, è costato la vita a circa 100 migranti, tra cui almeno tre bambini. L’Ong Proactiva Open Arms punta oggi il dito contro le autorità italiane e libiche, colpevoli di aver ignorato l’appello della nave della Ong che sarebbe potuta intervenire per salvare i migranti.
Stando a quanto dichiarato dai rappresentanti di Proactiva Open Arms attraverso il profilo twitter dell’europarlamentare socialista spagnolo Javi Lopez, infatti, la stessa Ong avrebbe provato a contattare le capitanerie di porto italiane e libiche per segnalare la presenza di una imbarcazione in difficoltà. L’appello però sarebbe stato ignorato dalle due autorità portuali, che avrebbero il compito di coordinare le operazioni di salvataggio nella zona SAR libica.
Il naufragio è avvenuto ieri mattina a 6 km dalle coste libiche, ed ha causato la morte di circa 100 migranti, tra cui almeno tre bambini, 30 donne e 70 uomini. Solo 16 i superstiti, adesso presi in carico dal team medico dell’agenzia Onu per i rifugiati, l’Unhcr. Secondo quanto riferito dalla stessa agenzia, i naufraghi avrebbero nuotato per più di un’ora in attesa dei soccorsi.
Questa mattina intanto la nave di Proactiva Open Arms ha effettuato un nuovo salvataggio al largo della Libia, recuperando 59 migranti su un barcone alla deriva.

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