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Ospizi violenti, i sindacati chiedono alla regione visite a sorpresa

Ospizi violenti, i sindacati chiedono alla regione visite a sorpresa

Dopo i casi di violenze e maltrattamenti sugli anziani emersi a Correggio?


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Più visite e ispezioni a sorpresa per stanare ed arginare gli ospizi violenti. E' la 'liberalizzazione' che domani i sindacati dei pensionati dell'Emilia-Romagna andranno a sollecitare con l'assessore regionale alla Sanita', Sergio Venturi, che vedranno dopo i casi di violenze e maltrattamenti sugli anziani emersi a Correggio e nella casa famiglia di Sant'Alberto (Ravenna); ma qualche mese fa gli stessi 'orrori' venivano segnalati in una struttura del forlivese. Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, vorrebbero anche un inasprimento delle pene per chi riceve in custodia anziani da assistere e poi li maltratta, ma domani (incontro alle 15) insisteranno su una stretta sui controlli. Insomma, prevenire facendo cadere il vincolo degli orari di visita rigidamente fissati per i parenti: devono poter andare a trovare i loro cari quando vogliono e in questo modo si ridurrebbe il margine, per chi maltratta gli anziani, di far sembrare che tutto va bene. Analogamente, anche gli ispettori delle Ausl dovrebbero intensificare le 'visite a sorpresa'. 'Avevamo gia' inviato alla Regione una proposta di regolamento per le Case famiglia come quella di Sant'Alberto e li'- dice Bruno Pizzica, segretario dello Spi-Cgil- bisogna intervenire perche' adesso con un'autodichiarazione al Comune si puo' aprirne una e dentro si fa quello che si vuole'.
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A Ferrara, riferisce Loris Cavalletti, segretario Fnp, 'per 23 Comuni ci sono 23 regolamenti diversi...'. La Regione 'non puo' tardare oltre nel fare un regolamento', incalza Rosanna Benazzi, segretaria Uilp, anche perche' 'gia' diversi Comuni stanno procedendo ed alcuni al ribasso sulle regole minime, urge un un indirizzo preciso regionale'. Ma e' sui controlli che va impressa la svolta.

Troppe volte a scoprire soprusi e mancate cure sono le indagini della Polizia, e i sindacati vorrebbero piu' ispezioni 'dal basso': dei parenti, dei funzionari Ausl e perfino di 'personale specializzato' degli stessi sindacati, propone Cavalletti. 'Ora e' come negli ospedali, si accede solo in determinati momenti della giornata- segnala Pizzica- e invece si deve poter entrare di piu'. Inoltre, i controlli delle strutture accreditate devono vedere piu' verfiche a sorpresa delle Ausl'. Il timore è che queste strutture, a cui vengono affidati anziani anche in condizioni di grande difficolta' che le famiglie non riescono a gestire da sole, con le loro rigidità nel rapporto con l'estero scoraggino molto il 'controllo' dei parenti sulla situazione dei loro familiari. 
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