Dall’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI) 2022, emerge che l’Italia si colloca al 18º posto su 27 Stati membri dell’Unione Europea. Il punteggio DESI dell’Italia è passato da 28,2 a 49,3 negli ultimi 5 anni (2017-2022), registrando un progresso significativo che però resta comunque inferiore alla media europea (52,3). Tuttavia, l’Italia è il Paese europeo che ha mostrato il progresso più consistente, infatti il 60% delle PMI italiane ha un livello base di digitalizzazione, ad esempio nell’utilizzo della fatturazione elettronica e dei servizi cloud, contro la media europea che si attesta intorno al 55%.
Secondo il rapporto della Corte dei conti del 2023, i crediti maturati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ammontano a 6,7 miliardi di euro, con oltre 120.000 beneficiari. L’81% dei crediti, che corrispondono a 5,4 miliardi di euro, è destinata agli investimenti in beni strumentali materiali 4.0. Le regioni meridionali dell’Italia hanno utilizzato ampiamente il credito d’imposta per la formazione 4.0 (il 46%), con la Campania in testa che ha maturato un importo totale di credito per il valore di 188 milioni di euro.
Uno studio condotto da Kantar in partnership con TeamSystem ha analizzato le principali preoccupazioni degli imprenditori riguardo a questioni chiave come le riforme degli incentivi legati all’Industry 4.0 e gli investimenti strategici nel settore digitale e dell’innovazione. Da questo studio è emerso che il 70% delle aziende ha familiarità con l’Industry 4.0 e il 50% è consapevole del Piano di Transizione 4.0 e che le imprese con oltre 10 dipendenti risultano più informate rispetto a quelle più piccole. Inoltre, il 25% delle aziende ha sfruttato il credito di imposta, soprattutto nel settore manifatturiero e tra le aziende più grandi. Questi incentivi sono stati principalmente utilizzati per investimenti in beni strumentali materiali.
(1).jpg)


