Il rischio di credito è una variabile di rischio nel settore finanziario e bancario. La sua corretta valutazione garantisce la stabilità degli intermediari, l’efficienza del capitale e la sostenibilità dei portafogli.
Che cos'è il rischio credito
Il rischio di credito è la probabilità che una controparte non sia in grado di adempiere alle proprie obbligazioni finanziarie, secondo i termini contrattuali stabiliti. In ambito bancario e finanziario, questo rischio si manifesta principalmente attraverso il default del debitore o il deterioramento del suo merito creditizio.Dal punto di vista tecnico, il rischio di credito viene misurato attraverso parametri quantitativi come la Probability of Default (PD), la Loss Given Default (LGD) e l’Exposure at Default (EAD). L’interazione di queste variabili consente di stimare la perdita attesa e di allocare il capitale regolamentare in conformità ai framework normativi, come Basilea III e IV. La
gestione del rischio di credito si fonda su modelli statistici, analisi qualitative e sistemi di rating interni, integrando dati storici, informazioni settoriali e indicatori macroeconomici.
Quali sono i fattori che influenzano il rischio del credito
Il rischio di credito è influenzato da un insieme complesso di fattori interni ed esterni, che agiscono sia a livello del singolo debitore sia a livello sistemico.
Ecco un approfondimento di seguito.
Solidità finanziaria del debitore
Uno dei principali determinanti del rischio di credito è la solidità economico-finanziaria del debitore. Indicatori quali il livello di indebitamento, la capacità di generare flussi di cassa, la redditività operativa e la struttura del capitale forniscono informazioni chiave sulla sostenibilità del debito.I bilanci caratterizzati da elevata leva finanziaria o da margini operativi ridotti aumentano la probabilità di insolvenza, incidendo negativamente sul profilo di credit risk. Per le imprese, oltremodo la qualità della governance e la trasparenza informativa giocano un ruolo determinante.
Storico creditizio e comportamento di pagamento
Il comportamento passato del debitore è un forte predittore del rischio futuro. Ritardi nei pagamenti, ristrutturazioni del debito o precedenti default possono essere dei segnali di allerta nei modelli di scoring e rating.Nel caso dei clienti retail, lo storico creditizio viene analizzato attraverso centrali rischi e credit bureau, mentre per le controparti corporate si valutano anche la relazione storica con l’istituto finanziatore e la stabilità dei flussi di pagamento. Una storia creditizia negativa incrementa sensibilmente il rischio di credito percepito.
Contesto macroeconomico
Le condizioni macroeconomiche influenzano in modo significativo il rischio di credito a livello aggregato.
Fattori come crescita del PIL, tassi di interesse, inflazione e livello di occupazione incidono sulla capacità dei debitori di far fronte ai propri impegni finanziari.In fasi di recessione economica o di tightening monetario, si osserva generalmente un aumento dei tassi di default e una maggiore volatilità del credit risk.
Settore di appartenenza e rischio industriale
Il settore economico in cui opera il debitore rappresenta un ulteriore fattore critico. Alcuni comparti sono strutturalmente ciclici o esposti a rischi regolamentari, tecnologici o di domanda, con riflessi diretti sul rischio di credito.L’analisi settoriale consente di identificare trend strutturali e vulnerabilità specifiche, come la dipendenza da poche controparti, l’esposizione ai prezzi delle materie prime o la sensibilità ai cambiamenti normativi. Un’elevata concentrazione settoriale può amplificare il rischio complessivo del portafoglio.
Garanzie e mitiganti del rischio
La presenza di garanzie reali o personali influisce sulla severità della perdita in caso di default. Detto ciò, le garanzie non eliminano il rischio di credito, ma ne mitigano l’impatto economico. Si consiglia quindi di valutarne la liquidabilità, la stabilità del valore nel tempo e l’effettiva escutibilità in caso di insolvenza.