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Lavoro da casa o dall’ufficio: un confronto diretto

Lavoro da casa o dall’ufficio: un confronto diretto

Oggi la domanda non è più solo dove lavoriamo, ma come questo spazio influenzi la nostra testa


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Fino a qualche anno fa le cose erano davvero nette: si lavorava in ufficio, si prendeva il caffè al bar del quartiere e si decorava la propria scrivania con foto di famiglia. Poi, il mondo ha sterzato bruscamente verso il nomadismo digitale e lo smart working. Oggi la domanda non è più solo dove lavoriamo, ma come questo spazio influenzi la nostra testa. Ma qual è la soluzione migliore? Non c’è una risposta netta: lavoro da casa e dalla sede operativa hanno entrambi dei vantaggi, dipende molto dalla personalità del lavoratore.


I benefici di lavorare da casa

Il primo vantaggio è banale, ma vitale: il tempo. Riprendersi quelle due ore passate in coda sulla tangenziale cambia la chimica del cervello. Puoi gestire la lavatrice tra una call e l’altra, certo, ma il vero lusso è il silenzio. Per chi scrive, programma o analizza dati, la casa può diventare un santuario della concentrazione.


Tuttavia, il caos domestico è sempre in agguato. Non basta un laptop sul tavolo della cucina tra le briciole della colazione. Per far funzionare davvero le cose, serve metodo. Capire come progettare un home office non è un vezzo da interior designer, ma una necessità di sopravvivenza: serve una luce che non ti bruci la retina dopo due ore e una sedia che non ti distrugga la schiena entro giovedì.
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Se lo spazio è ben definito, la mente capisce quando è ora di produrre e quando è ora di staccare. Senza quel confine fisico, il lavoro finisce per colare in ogni angolo della vita privata, sporcando il tempo libero con l'ansia delle mail non lette.


Lavorare da soli ha però un sapore strano: all’inizio è libertà pura, niente traffico o facce storte sulla metro all’ora di punta. Eppure, secondo i dati dell'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, circa il 32% dei lavoratori da remoto dichiara di avvertire un senso di isolamento sociale che incide sulla motivazione a lungo termine. È il paradosso della connessione: siamo tutti su Zoom, ma nessuno ti passa la spillatrice o ti chiede come è andato il weekend mentre aspetti che il bollitore fischi.


Nonostante ciò, una recente indagine di Buffer rivela che il 98% dei lavoratori desidererebbe lavorare da remoto, almeno in parte, per il resto della propria carriera. Un plebiscito che parla chiaro.


I vantaggi del lavoro in sede

L'ufficio è il luogo dove accadono le cose che non puoi pianificare in un calendario condiviso.
L'idea geniale nata davanti alla macchinetta del caffè, il feedback immediato che ti salva da un errore colossale, lo sguardo d'intesa con il collega dopo una riunione difficile. Lavorare in presenza ha i suoi vantaggi: facilita quella che gli esperti chiamano 'conoscenza tacita'. Sono tutte quelle informazioni che non finiscono nei manuali, ma che impari guardando gli altri lavorare. Per i neoassunti, soprattutto i più giovani, l'ufficio è una palestra insostituibile.

L'energia di un team che lavora nella stessa stanza è difficile da replicare via webcam. Secondo una ricerca di Stanford, la collaborazione faccia a faccia può aumentare la generazione di idee creative del 15% rispetto ai team totalmente remoti.


Quale scegliere dunque? Dipende molto dalle proprie inclinazioni, preferenze e dalla personalità. Oggi il mondo del lavoro permette di scegliere anche soluzioni ibride con alcuni giorni in presenza e altri da remoto.

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