L'incontro con Elvira Allegretta, responsabile del processo Vigilanza ordinaria dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Modena, fornisce uno spaccato sulle nuove sfide che una realtà ancora poco conosciuta ai più come quella dell'ispettorato del lavoro di Modena, svolge. 'Il nostro obiettivo è evitare l’irreparabile. Non ci piace intervenire dopo, ci piace prevenire. Siamo ispettori della prevenzione, non della punizione. Se trovo un lavoratore in nero o una situazione antincendio fuori norma, il mio scopo non è chiudere un locale per sempre. Il mio scopo è metterlo nelle condizioni di riaprire il giorno dopo in sicurezza. Vogliamo che le attività lavorino, ma con le giuste cautele'.
Quale è il quadro generale modenese rispetto alla sicurezza sul lavoro?
'Il tasso infortunistico è aumentato, e anche quello delle malattie professionali. L’edilizia è uno dei settori più colpiti: Modena ha vissuto un infortunio mortale recentissimo. Con la patente a crediti, la competenza è tutta nostra: revocare una patente significa impedire a un’azienda di operare. È una responsabilità enorme, ma necessaria'.
Accanto all’edilizia, l’agricoltura rimane un fronte delicato'
Come è organizzato l'ufficio?
'Possiamo dire che L’ITL di Modena ha cambiato pelle. Abbiamo vissuto una rivoluzione interna: oggi abbiamo un organico tecnico specializzato. Non controlliamo solo i contratti, ma tutte le misure di salute e sicurezza.
Oltre a quelli tradizionali, ci sono dei settori che sono cresciuti in termini di rischio e quindi attenzione da parte vostra?
L’intervento dell’Ispettorato è trasversale, ma alcune tendenze emergono con forza. Stiamo lavorando molto sulla logistica e sull’alimentare, soprattutto sugli appalti illeciti. Quando un appalto è irregolare, vengono meno le principali tutele dei lavoratori. È un fenomeno che richiede attenzione costante. Nel 2025 abbiamo superato le 700 richieste di intervento, circa 300 nei primi mesi di quest'anno. A queste si aggiungono segnalazioni identificate, anonime, telefonate. È un numero enorme. Significa che la società modenese ha preso coscienza dell’esistenza dell’Ispettorato e del nostro ruolo di vicinanza e sostegno'.
I rischi sul lavoro ci sono anche per voi?
'Agiamo in borghese perché non siamo polizia. Ma le aggressioni ci sono state. L’ITL non ha una divisa, e non è un dettaglio. Agiamo in borghese perché non vogliamo un carattere poliziesco. Il nostro ruolo non è repressivo. Ma ci sono stati momenti difficili: aggressioni verbali e quasi fisiche, soprattutto nei pubblici esercizi. Oggi il fenomeno è regredito ma grazie alla costante collaborazione infra-istituzionale fornisce maggiori garanzia, controlli più sicuri e più efficaci, anche per gli stessi operatori'
Gi.Ga.


