Davanti a una sala gremita al Teatro della Fondazione San Carlo, il primo ricercatore del CNR e noto divulgatore scientifico ha aperto i lavori della manifestazione dedicata al tema “Abitare il Clima” con una considerazione netta: “Le città sono uno dei problemi più grossi per quanto riguarda il cambiamento climatico”.
Tozzi ha spiegato come i centri urbani, impermeabilizzati e incapaci di assorbire acqua, amplifichino gli effetti delle alluvioni e registrino temperature più elevate rispetto alle aree circostanti. Da qui la necessità di un cambio di paradigma. Per rendere evidente la distanza tra approcci diversi, Tozzi ha citato il caso di Monaco di Baviera, dove interventi urbanistici coraggiosi hanno restituito spazio al fiume Isar, trasformando la gestione del rischio in un modello di coesistenza virtuosa. Una scelta che, ha osservato, in Italia e anche in Emilia‑Romagna non è stata intrapresa con la stessa decisione, nonostante gli impatti climatici sempre più evidenti.
La domanda che Tozzi pone è radicale: “Ci dobbiamo domandare questo clima dove sta andando e quello che possiamo fare noi per raccontare un’altra storia. Funziona veramente questo sistema economico o è parte del problema?”
Una provocazione che diventa il filo conduttore dell’intera Settimana della Bioarchitettura e della Sostenibilità, organizzata dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile, pensata come piattaforma di dialogo e confronto sulle sfide ecologiche e climatiche che attendono città e territori e che domani, al museo Ferrari, vedrà una tavola rotonda sulle tematiche ambientali e la premiazioni di modelli ed esempi virtuosi,


