È di questi giorni la notizia della candidatura del poeta, filologo e musicista modenese Francesco Benozzo all’edizione 2022 del Berggruen Prize for Philosophy and Culture, il premio da un milione di dollari assegnato ogni anno dal Berggruen Institute di Los Angeles “a pensatori le cui idee hanno aiutato a trovare una direzione e una migliore comprensione di sé in un mondo che viene rapidamente trasformato da profondi cambiamenti sociali, tecnologici, politici, culturali ed economici”.
Le candidature al Premio sono avanzate ogni anno da parte di enti culturali, istituzioni o accademici dall’alto profilo internazionale. I precedenti vincitori del Premio sono stati la filosofa Onora Sylvia O’Neill, autrice di contributi e azioni fondamentali nell’ambito della bioetica, l’antropologa Martha Craven Nussbaum, per i suoi lavori nella difesa degli emarginati, Ruth Bader Ginsburg, giudice emerito della Corte Suprema degli Stati Uniti da sempre in lotta per i diritti delle minoranze e l’attivista Peter Singer, di cui sono note le battaglie per i diritti degli animali.
Nessun italiano ha mai vinto il Premio Berggruen. La candidatura di Benozzo fa riferimento in particolare al suo uso della poesia e dell’etnofilologia (disciplina da lui fondata) come riscoperta e tutela delle culture in via di estinzione delle popolazioni native oltre che come forma di concreta dissidenza.
Francesco Benozzo candidato al Berggruen Prize 2022
Le candidature al Premio sono avanzate ogni anno da parte di enti culturali, istituzioni o accademici dall’alto profilo internazionale
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